Buongiorno cari lettori!

Oggi voglio presentarvi un mio racconto giallo racchiuso nell’antologia “Racconti dalla Libreria del Fantastico”, scaricabile GRATUITAMENTE dalla pagina Facebook Libreria del fantastico, a questo link https://www.facebook.com/libreriadelfantastico

Il mio racconto “Morte nel Mar del Giappone” è ambientato nel futuro e precisamente nel 2224 d. C. Tra l’Impero Giapponese e la Repubblica Coreana Unita. Nel tunnel sottomarino più lungo del mondo sta sfrecciando un treno dell’Imperial Asia Train, si dice il più lussuoso del mondo. La sua corsa è sempre la stessa: da Kytakyūshū, metropoli robotica nell’estremità meridionale del territorio nipponico, a Chongjin, città-foresta nell’ex North Korea. Nello scompartimento K ci sono sei passeggeri, ognuno si reca nella Repubblica per un motivo diverso. Il viaggio si prospetta tranquillo e piacevole, almeno finché non salta la corrente. Il treno sprofonda nel buio. Appena si riaccendono le luci… ecco che sul tappeto pregiato spunta un cadavere.

Ve ne lascio un estratto:

-Il treno sfrecciava in fondo al mare. L’abisso più oscuro premeva con forza ancestrale contro le pareti curve e infrangibili del tunnel sottomarino. Uno scheletro di acciaio stagnon e finestre panoramiche, lungo 1400 chilometri, ancorato al fondale del Mar del Giappone. I pochi squali e serpenti di mare non ancora estinti sfioravano la calotta della galleria ferroviaria con sdegno, ormai abituati all’intrusione umana. D’altra parte, i viaggiatori sul treno prestavano ben poca attenzione allo spettacolo fuori dai finestrini: ognuno di loro sembrava sprofondato nei propri pensieri. Il treno prevedeva un unico tragitto. Da Kytakyūshū, metropoli robotica nel sud dell’Impero Giapponese, fino a Chongjin, città-foresta nel nord della nuova Repubblica Coreana Unita. Il viaggio durava circa sei ore e il biglietto non era alla portata di tutti. I treni erano diventati il mezzo di trasporto più caro dopo il divieto internazionale di traffico aereo di cinquant’anni addietro, resosi necessario a causa della coltre di inquinamento ormai persistente. Il cielo era stato precluso all’umanità, ma questo non era un pensiero che potesse turbare Yunano Fuyuko. Aveva sempre odiato volare. Era la giovane donna seduta nello scompartimento K, sedile 88. Ampio ed elegante, arredato nel vecchio stile degli anni ‘20 del XXI secolo, si trovava nella classe Diamante e poteva ospitare fino a sei viaggiatori. Ogni posto aveva a disposizione una poltrona reclinabile e un letto rialzato. Quel giorno, i posti erano tutti occupati. La signorina Yunano era intenta a giocare a mahjong su un tavolinetto di legno antico. Uno dei passeggeri era un esperto di civiltà asiatiche antiche e possedeva una collezione unica al mondo di vecchi giochi da tavolo. Ormai soppiantati dai sistemi olografici, presenti in ogni ambito della vita comune, essi erano diventati oggetti d’arte e di immenso pregio. Per quel motivo il dottor Pak Un-do aveva tirato fuori il mahjong da una valigetta portavalori. Yunano era una grande appassionata di quel passatempo, gliel’aveva insegnato il suo bisnonno quand’era solo una ragazzina.-

Nell’antologia troverete altre tre racconti…sempre a tema Fantastico! Buona lettura!