Residenza Kazoku

Buon pomeriggio cari lettori!

Vi presento oggi il mio nuovo romanzo, edito da Pluriversum Edizioni, “Residenza Kazoku”.

TRAMA

Tōkyō, giorni nostri. Un bambino americano svanisce in uno dei residence più sicuri di tutto il Giappone e la polizia manda l’Ispettrice Watsuda insieme ai suoi due compagni Mizo Ichiro e Fukuoka Basho, esperti in persone scomparse. Gli interrogatori iniziano a tappeto, otto famiglie condividono il cortile e il giardino del residence “Kazoku”.

A una prima occhiata appare tutto perfetto, ovunque si guardi, ma presto le prime incrinature iniziano a offuscare il panorama. Ognuno sembra avere in tasca la sua verità, una parola per ogni vicino, amico e nemico, tutti credono di sapere chi è stato, chi è il più malvagio, chi il più penoso, nessuno è senza alibi. Ma ognuno di loro nasconde un segreto, alcuni più di uno e certi sono molto pericolosi. Ogni famiglia ne incolpa un’altra in un saliscendi di mezze verità e conclusioni affrettate.

Sarà grazie a una ragazzina curiosa e a un dettaglio blu elettrico se, alla fine, ogni cosa riuscirà a trovare il suo posto nell’intricato caso della scomparsa di Ismael King. E’ stato rapito? Chi avrebbe voluto fargli del male? E soprattutto perché? L’Ispettore Watsuda Ume e la sua Squadra Becchini dovranno combattere contro inesattezze, pregiudizi e bugie.

ESTRATTO

“Fu il turno di Ichiro, la sua giornata l’ aveva passata per la maggior parte seduto alla scrivania. Distribuì subito ai colleghi una copia ciascuno del rapporto definitivo dei primi interrogatori e delle dinamiche riguardanti la scomparsa di Ismael King, l’aveva redatto poco prima. Bevve un sorso di tè freddo e iniziò a spiegare. Si era concentrato sulla coppia Sayuri e Buncho, Matsumoto. Aveva scoperto un paio di cose interessanti, tra gli archivi della polizia. Due incidenti che coinvolgevano i coniugi, il primo risalente a sette anni prima e l’altro a tre. Nel 2013 i due stavano tornando a casa da una festa di Halloween da amici, secondo il verbale della polizia lei era alla guida della loro auto, un suv della Suzuki. A un incrocio non si era accorta del semaforo rosso e aveva proseguito lungo la strada, attraversando un incrocio. A quell’ora di notte c’erano poche macchine in quella zona di Tokyo, ma ne era bastata una sola. Una piccola utilitaria che portava due giovani studentesse universitarie verso la baia. Il suv aveva avuto la meglio nella collisione e l’altra automobile non aveva retto l’urto micidiale. Buncho era subito sceso per chiamare un’ambulanza e la polizia era arrivata dopo poco, le ragazze erano svenute sul colpo e non c’era testimoni vista l’ora tarda. Sayuri era risultata positiva all’etilometro e la ragazza seduta sul sedile del passeggero era morta in ambulanza. Ovviamente ne era seguito un breve processo, le avevano ritirato la patente e aveva evitato la prigione solo perché Buncho aveva pagato una lauta cauzione. Se l’era cavata con un anno di lavori socialmente utili ed era finita lì. Ichiro espose chiaramente i suoi dubbi sull’intera faccenda ai colleghi. Buncho risultò negativo all’alcool testa, al contrario della moglie. Dubitava fortemente che l’avrebbe mai fatta guidare in quelle condizioni, soprattutto perché si trattava della sua macchina. Risultava acquistata nuova di zecca solo sei mesi prima, da buon maniaco del controllo qual’era, sembrava impossibile che glielo avesse permesso. Tenendo conto dei loro rapporti era molto più probabile che il guidatore fosse lui. Forse aveva perso il controllo dell’auto per un colpo di sonno o per una banale distrazione.

Conscio dello scandalo che l’avrebbe travolto, aveva convinto in mezzo minuto la moglie a prendere il suo posto. Nessuno poteva contraddirli e andò a finire che lei si prese le colpe, le ingiurie e l’ammenda. L’aveva fatto per lui, lo amava molto, era evidente…”

Il libro è acquistabile sul sito Residenza Kazoku – Pluriversum edizioni (writingpromotion.it) e su tutti gli store fisici e online.

BUONA LETTURA!

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