I Cannibali di Mao di Marco Lupis

Buongiorno cari lettori! Oggi voglio parlarvi di un saggio dedicato alla storia di Hong Kong e della Cina, scritto dall’abile scrittore e giornalista Marco Lupis. Non è la prima volta che parliamo di lui qui su Penne d’Oriente e anche questa volta il suo libro merita di figurare nell’amata categoria dove l’Ovest e l’Est si incontrano.

“I Cannibali di Mao” si presenta come un susseguirsi di articoli giornalistici e d’inchiesta, che Lupis scrisse come inviato tra il 1996 e il 2019. Ad arricchirli e legarli testi sulla vita privata dell’autore, sulle scelte più intime che l’hanno spinto a trasferirsi in Oriente e poi a ritornarci dopo anni. Lupis ci racconta del forte legame che unisce il suo cuore a quei luoghi lontani. In questo modo contestualizza e rende più umani i tanti articoli che ripropone in questo tomo.

Il reporter arriva nel 1995 a Hong Kong come corrispondente del Corriere della Sera e altre testate, su cui verranno pubblicati i suoi articoli che raccontano la vita del microcosmo hongkongese. Gli argomenti sono i più disparati, da problematiche sociali e politiche a interviste, dal cinema alla competizione con la Cina, da cenni storici a tematiche attualissime e internazionali.

Il primo articolo del 1996 è dedicato alla storia di un orfanotrofio di Shanghai, in seguito allo scandalo in cui morirono dei bambini. Si susseguono testi sulla politica del figlio unico, sulle tragiche conseguenze economiche del Grande Balzo in avanti di Mao Zedong, sulla corruzione della classe politica, su Marco Polo, sulla storia di Hong Kong destinata presto a mutare. La città infatti nel luglio 1997 passa dalla sovranità della regina d’Inghilterra a quella della Cina, spartiacque che sconvolgerà molti modi di vivere. E ancora altri articoli: la pena capitale, il rapporto tra governo e Chiesa cattolica, la sessualità vissuta alla maniera cinese, i rapporti con Taiwan e Macao, le vite dei multimiliardari asiatici, la medicina tradizionale e lo sfruttamento degli animali. Mille aneddoti trasportano il lettore in una giravolta incredibile, densa di dettagli affascinanti e crudi.

Il capitolo che mi ha colpito di più racchiude tutti gli articoli di Lupis dedicati all’epidemia di SARS del 2003. Le analogie con il passato recentissimo che abbiamo vissuto tutti noi è agghiacciante, ho letto tutto con il fiato in gola. Ho rivissuto scene tristemente familiari: la storia del Dottor Liu, scienziato e paziente zero, il diario di un’infermiera atterrita da ciò che le succede intorno in ospedale, i contagi che aumentano, la vita che muta. La parte più toccante e reale del libro.

Il ritorno di  Lupis in Asia, però, non è solo disgrazie ma anche articoli sul futuro, la tecnologia, gli scrittori di fantascienza, i mutamenti dell’immensa Cina e la sua costosa presenza in Africa l’ economia, la modernizzazione e i problemi ambientali. Non mancano neanche gli articoli sui recenti disordini del 2019 a Hong Kong.  Insomma, come avrete capito, questo saggio soddisfa le curiosità di tutti.
Va letto per conoscere meglio il presente in cui viviamo, perché la Cina è una presenza imprescindibile e maestosa, tra luci e ombre.
Lo consiglio agli amanti della Storia, a chi ama il giornalismo sincero o è incuriosito da questo paese così denso di meraviglie e tenebre.

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