Il blog Scaffale Cinese in visita!

Buongiorno lettori! Oggi vi propongo una nuova intervista. Ho conosciuto il blog letterario Scaffale cinese diversi mesi fa e mi ha subito incuriosito. Ho deciso di contattare la voce dietro l’universo cinese, Lea Vendramel, per farle alcune domande sulla sua passione per i libri e la Cina.

  1. Buongiorno Lea, benvenuta su Penne d’Oriente! Raccontaci di te, chi sei e di cosa ti occupi.

Buongiorno Serena, mi chiamo Lea Vendramel, sono giornalista e traduttrice. Ho studiato Lingue e Civiltà orientali a Roma, ho intrapreso la strada del giornalismo e, dopo qualche anno, sono riuscita a conciliare queste due passioni, cominciando a lavorare al mensile bilingue “Cina in Italia”, dove attualmente sono caporedattrice. Nel tempo libero curo il blog “Scaffale Cinese”, in cui scrivo di libri a tema Cina. Romanzi, racconti, saggi, ma anche albi illustrati e libri per bambini, scritti sia da autori cinesi che da autori internazionali.

  1. Come ti sei appassionata di letteratura cinese?

La mia passione per la letteratura cinese è nata ai tempi dell’università, quando ho iniziato a studiare la lingua cinese e quindi ad avvicinarmi alla storia, alla letteratura, all’arte e alla cultura cinesi. Ricordo che in quel periodo in Italia non era facile reperire libri di autori cinesi, i titoli pubblicati erano pochi, spesso tradotti dall’inglese. Poi, con la crescente attenzione nei confronti della Cina, sono aumentate anche le pubblicazioni dedicate a questo Paese. Oltre ai romanzi degli scrittori cinesi più noti editi dalle case editrici più grandi, come Mo Yan pubblicato da Einaudi e Yu Hua da Feltrinelli, sono nate anche case editrici specializzate in letteratura orientale, che hanno iniziato a portare in Italia autori e titoli meno conosciuti ma comunque interessanti. Così, ho cominciato a leggere tutto ciò che via via riuscivo a reperire, arricchendo nel corso degli anni il mio “Scaffale Cinese”. Oltre alle nuove uscite, mi piace spulciare anche tra vecchi titoli dalla Cina e sulla Cina, magari fuori catalogo, che spesso riservano sorprese interessanti.

  1. Quale pensi che sia l’unicità e l’originalità degli scrittori provenienti dalla Cina?

Credo che ogni scrittore abbia una propria unicità e originalità, strettamente connesse al suo vissuto e al periodo storico in cui si è sviluppata la sua produzione letteraria. Negli ultimi quarant’anni, la Cina è stata interessata da profonde trasformazioni economiche e sociali, che si riflettono inevitabilmente nella sua produzione letteraria. Basti pensare alla “letteratura delle ferite” sviluppatasi sulla scia drammatica lasciata dalla Rivoluzione Culturale, alla narrativa della “ricerca delle radici” che rievoca il passato recente dando spazio ad ambientazioni rurali e a una forte caratterizzazione nazionale, alla “narrativa d’avanguardia” caratterizzata da una forte sperimentazione sia nei contenuti che nella lingua, alle opere neorealiste dominate da problematiche politiche e sociali, fino ad arrivare alla nuova generazione di scrittori, cresciuti nel pieno dello sviluppo economico cinese e lontani dalle privazioni vissute dalle generazioni che li hanno preceduti. Ogni autore e ogni libro aprono una finestra sulla Cina, attraverso cui il lettore può osservarla, conoscerla, comprenderla e apprezzarla.

  1. I tuoi autori prediletti.

Tra gli autori che preferisco ci sono Mo Yan, per il modo in cui racconta la società cinese e le ambientazioni dei suoi romanzi, Yu Hua, di cui oltre ai romanzi apprezzo molto i saggi che svelano luci e ombre della Cina contemporanea con un piglio ironico e dissacrante, Yan Lianke, che sa dosare sapientemente satira, realismo e assurdo, e Su Tong, esponente di spicco della narrativa d’avanguardia. Ora sto scoprendo anche gli autori di fantascienza, un genere a cui finora mi sono dedicata poco, ma che intendo approfondire.

  1. Secondo te, il periodo della Rivoluzione Culturale quanto ha influito e influisce tuttora sulla scrittura degli autori cinesi?

La Rivoluzione Culturale è un periodo buio della storia cinese, un decennio nel corso del quale gli intellettuali finiscono nel mirino delle Guardie Rosse, inviati in campagna per essere “rieducati”, spesso vittime di denunce e violenze. È inevitabile che abbia quindi influito sulla scrittura di chi l’ha vissuta e subita. La cosiddetta “letteratura delle ferite” nasce proprio da qui. Nel 1976, con la fine della Rivoluzione Culturale e la morte di Mao Zedong, si apre una nuova fase politica e culturale in Cina, che porta gli scrittori a esprimere e rielaborare nelle loro opere le sofferenze vissute negli anni precedenti. Sono molti i libri ambientati nel periodo della Rivoluzione Culturale, utili a comprendere cosa quegli anni abbiano significato per la Cina, per il suo popolo e per gli intellettuali. Tra tutti, consiglio la “Trilogia dei Re” di Acheng, ripubblicata in Italia un paio d’anni fa da Theoria e composta dai tre racconti lunghi “Il re degli alberi”, “Il re degli scacchi” e “Il re dei bambini”.

  1. Com’è nato il tuo blog Scaffale Cinese?

L’idea del blog “Scaffale Cinese” è nata quando, nella mia continua ricerca di spunti di lettura, mi sono resa conto che, nonostante negli ultimi anni si siano moltiplicati i blog e le pagine social dedicate ai libri, si trovava poco sulla letteratura cinese e, a parte articoli sui nomi più noti e qualche post sui blog dedicati alla Cina, non c’era un sito incentrato su questo. Così, un paio di anni fa, gettando un occhio alle tante letture fatte nel corso degli anni e alle proposte sempre più numerose delle case editrici, ho pensato di provare a creare un sito in cui si parlasse solo di libri a tema Cina. Ho cominciato a condividere le mie letture, a segnalare le nuove uscite e gli eventi e ho subito riscontrato un grande interesse. Quindi, ho aperto le pagine Facebook, Instagram e Twitter, con cui ho modo di interagire maggiormente con chi è interessato ad avvicinarsi alla letteratura cinese e con chi, come me, è alla ricerca di libri interessanti. Grazie ai social, poi, sono entrata in contatto con molte persone che spesso mi fanno scoprire titoli che non sapevo fossero stati pubblicati, anche perché oggi su Instagram si trovano anche altri profili che dedicano spazio alla letteratura cinese, questo a conferma del grande interesse che la circonda.

  1. Cosa ti affascina della cultura cinese? Trovi che sia del tutto dissimile dalla nostra o si possono trovare punti di incontro?

La cultura cinese è un universo vasto ed eterogeneo, in cui c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Dall’arte alla letteratura, passando per la musica, la filosofia, la cucina, le arti marziali, il teatro, ci sono tradizioni millenarie di cui spesso si sa poco. Penso che proprio conoscere la cultura sia fondamentale per riuscire a comprendere un Paese e il suo popolo, vincendo i pregiudizi privi di fondamento e frutto della scarsa conoscenza. Nonostante la diversità tra la cultura cinese e quella italiana, non mancano i punti di contatto, come ad esempio una vasta tradizione gastronomica, caratterizzata da numerose varianti regionali, la convivialità a tavola, l’importanza della famiglia o la tradizione operistica.

  1. Come sai io mi occupo anche e soprattutto di letteratura giapponese, oltre che coreana. Cosa ne pensi di queste due letterature, ci sono scrittori che apprezzi in modo particolare? Trovi delle somiglianze con il panorama letterario cinese?

Non mi sono mai approcciata alla letteratura coreana, mentre leggo spesso libri di autori giapponesi, da Haruki Murakami a Banana Yoshimoto, passando per Ito Ogawa e Natsuo Kirino. In particolare amo molto Murakami, di cui apprezzo lo stilo onirico e le storie sempre in bilico tra realtà e sogno, tra razionale e irrazionale, in cui nulla è scontato e prevedibile.

  1. Cosa puoi dirci delle letterature dei territori sotto l’influenza cinese, come Hong Kong, il Tibet, Taiwan, Macao?

Mi soffermerei soprattutto su Taiwan e Hong Kong. A Taiwan, in un periodo caratterizzato dalla messa al bando di tutte le opere di autori della Cina continentale, protrattosi fino agli anni Ottanta del secolo scorso, emerge prima una letteratura anticomunista con finalità propagandistiche e poi una letteratura modernista, che guarda con interesse all’Occidente. Tra i nomi più noti all’estero ci sono Bai Xianyong, di cui in Italia è stato pubblicato “Il maestro della notte” (Einaudi), Wang Zhenhe, di cui Orientalia Editrice ha pubblicato il romanzo “Rosa rosa amore mio”, e Li Ang di cui in italiano si trova “La moglie del macellaio”. A Hong Kong, invece, troviamo innanzitutto la letteratura del genere wuxia, in cui i protagonisti sono abili nelle arti marziali e alle prese con continui duelli e combattimenti. Si tratta di una produzione riconducibile ad autori trasferitisi dalla Cina continentale in seguito alla fondazione della Repubblica popolare cinese. Successivamente, a partire dagli anni Sessanta e Settanta, autori nati e cresciuti a Hong Kong puntano a una letteratura che metta l’accento sulle peculiarità dell’isola e sulla sua unicità, differenziandosi dalla Cina continentale e dai modelli occidentali.

  1. I tuoi progetti futuri: letterari, giornalistici, riguardanti il blog?

Oltre al mio lavoro di giornalista, sicuramente continuerò a portare avanti “Scaffale Cinese”. Oltre a scrivere di libri e a condividere le mie letture e le nuove uscite, a partire da settembre vorrei dedicare una rubrica alla letteratura cinese, perché molti spesso mi scrivono per chiedermi chiarimenti o informazioni, quindi penso che pubblicherò delle pillole di letteratura che consentano di contestualizzare meglio i libri e gli autori di cui parlerò. Poi, in vista del Natale, visto il riscontro positivo avuto lo scorso anno, organizzerò nuovamente un “Calendario dell’Avvento letterario” con tanti consigli di lettura. Infine, vorrei anche organizzare la mia prima book challenge, ma ora è ancora presto per svelarne i dettagli.

  1. Qualche anteprima sui libri cinesi più interessanti in uscita nei prossimi mesi?

Il 2020 è stato un anno ricco per quanto riguarda le uscite a tema Cina e continuerà ad esserlo anche nei prossimi mesi. A settembre Orientalia editrice pubblicherà “Una ragazza per i miei 18 anni” di Feng Tang, che segue di pochi mesi l’uscita della raccolta di racconti dello stesso autore “Palle imperiali e altri racconti”. Atmosphere libri ha annunciato, invece, la pubblicazione di “Dieci sembianze dell’amore” di Zhang Yueran, giovane autrice tutta da scoprire. Infine, vorrei segnalare due graphic novel: “Tu sei il più bel colore del mondo” di Golo Zhao, che Bao Publishing pubblicherà a settembre nella sua collana dedicata al fumetto cinese, e “Mia madre” di Li Kunwu, in uscita a novembre per Add editore, che ha già pubblicato la sua trilogia “Una vita cinese”.

Correte a visitare il sito di Scaffale Cinese, scoprirete un mondo di meraviglie letterarie!

http://www.scaffalecinese.it

Facebook e Instagram Scaffale Cinese

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