Il pittore di ventagli. Hubert Haddad

Buon venerdì lettori! Oggi vi racconto un romanzo breve letto appena qualche settimana fa e che mi è rimasto molto impresso: “Il pittore di ventagli”.

Questo libro mi ha sorpreso, era molto che non mi trovavo tra le mani una scrittura così viscerale che parlasse di Giappone. L’autore di origine tunisina ci regala uno scorcio completo e affascinante del mondo nipponico.
Ci racconta tre storie una incastrata nell’altra, quella di un uomo che scappa dal passato, quella di un giovane diventato ormai adulto e quella di un pittore giardiniere.

Siamo nella contrada di Atora, nell’Honshu ai giorni nostri.
Matabei Reien, aspirante monaco nello spirito, abbandona la città dopo un grave incidente da cui non si è più ripreso. Rimane a galla nei recessi limbici della sua memoria, sbucando ogni tanto, di soppiatto.
L’uomo si ferma alla locanda di donna Hison, dove prenderà dimora per anni. Lì ha trovato rifugio anche il pittore Osaki, che si prende cura del giardino in cambio di vitto e alloggio. L’ha ormai trasformato in un’opera d’arte zen, al pari dei ventagli che pittura. Matabei gli si avvicina e si fa carico della sua eredità artistica, imparando l’arte di stendere un ventaglio pari a quella di potare le rose.

Verrà presto aiutato a sua volta dal giovane Han, ragazzino abbandonato e dotato di spiccato intelletto.
L’idillio della vita nella locanda verrà spazzato via dallo tsunami, senza pietà. Toccherà a Matabei ricostruire i cocci lasciati dall’onda.


Un libro che consiglio caldamente a chi ama le atmosfere rarefatte e la bellezza della natura giapponese. Buona lettura!

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