Il pittore di ventagli. Hubert Haddad

Buon venerdì lettori! Oggi vi racconto un romanzo breve letto appena qualche settimana fa e che mi è rimasto molto impresso: “Il pittore di ventagli”.

Questo libro mi ha sorpreso, era molto che non mi trovavo tra le mani una scrittura così viscerale che parlasse di Giappone. L’autore di origine tunisina ci regala uno scorcio completo e affascinante del mondo nipponico.
Ci racconta tre storie una incastrata nell’altra, quella di un uomo che scappa dal passato, quella di un giovane diventato ormai adulto e quella di un pittore giardiniere.

Siamo nella contrada di Atora, nell’Honshu ai giorni nostri.
Matabei Reien, aspirante monaco nello spirito, abbandona la città dopo un grave incidente da cui non si è più ripreso. Rimane a galla nei recessi limbici della sua memoria, sbucando ogni tanto, di soppiatto.
L’uomo si ferma alla locanda di donna Hison, dove prenderà dimora per anni. Lì ha trovato rifugio anche il pittore Osaki, che si prende cura del giardino in cambio di vitto e alloggio. L’ha ormai trasformato in un’opera d’arte zen, al pari dei ventagli che pittura. Matabei gli si avvicina e si fa carico della sua eredità artistica, imparando l’arte di stendere un ventaglio pari a quella di potare le rose.

Verrà presto aiutato a sua volta dal giovane Han, ragazzino abbandonato e dotato di spiccato intelletto.
L’idillio della vita nella locanda verrà spazzato via dallo tsunami, senza pietà. Toccherà a Matabei ricostruire i cocci lasciati dall’onda.


Un libro che consiglio caldamente a chi ama le atmosfere rarefatte e la bellezza della natura giapponese. Buona lettura!

La pescatrice di perle. Racconto di Laura Silvestri

Buon mercoledì lettori! Oggi voglio parlarvi di un racconto che, secondo me, merita una giusta attenzione. È opera di una scrittrice italiana, Laura Silvestri ed è ambientato in Giappone: La Pescatrice di Perle.

La protagonista è Kumiko, una ragazzina ama. Le ama sono le pescatrici di perle giapponesi, un tempo famose, venerate e diffuse sulle maggiori coste, oggi soltanto un ricordo. Diventate quasi una leggenda, nel paese del Sol Levante ne rimangono attive pochissime, per lo più anziane. La loro particolarità è che scandagliano gli scogli abissali senza alcun tipo di attrezzatura, servono loro polmoni allenati e mani abili, nient’altro.

Kumiko ha tredici anni e pesca le perle, o almeno ci prova, senza grandi successi. Lo fa perché il mare è l’unico luogo che sente suo, convinta che un giorno la madre tornerà a prenderla. Assieme a lei c’è sempre Toru, giovane storpio del paesino sulla baia, innamorato di lei e devoto alle sue doti innate di nuotatrice. È lui a rimanere sulla barchetta in attesa di vederla riemergere dopo ogni immersione, riportando indietro magari un granchio o una conchiglia. I due sembrano inseparabili, forti solo se camminano fianco a fianco contro gli sguardi impudenti e crudi dei compaesani, sorridenti se i loro sguardi si incrociano sulla battigia.
Un giorno Kumiko decide di svelare a Toru un grande segreto, nascosto in una grotta. Dopo quel giorno le pieghe dei loro destino si contrarranno in forme inaspettate, un tragico evento devierà le loro strade.

Antologia in cui è presente il racconto di Laura


Il racconto è risultato vincitore di un concorso letterario e incluso, insieme a un altro dell’autrice, nell’antologia dedicata al Trofeo Rill.
La scrittura di Laura è amabile e impreziosita di intense descrizioni, che io adoro. È riuscita, in questo racconto, a delineare alla perfezione la figura delle ama e le loro abitudini. Il mondo giapponese ne esce quasi onirico, ammantato dalla bruma del mare all’alba. Una storia breve che riempie di panorami suggestivi e con una trama che incuriosisce molto.

Vi lascio alla scoperta di Laura e delle sue opere, la trovate su Facebook. Buona lettura!

Penne d’Oriente sbarca su YouTube!

Buon martedì lettori! Oggi facciamo una piccola pausa dalle recensioni, voglio parlarvi di un progetto a cui tengo molto e che troverete concretizzato in un’intervista. Ma partiamo dal principio.

La settimana scorsa, attraverso questo blog, vengo contattata da Riccardo. Viaggiatore, amante dell’Oriente, videomaker, gestore dei canali e podcast Monkey Rises. Mi dice che gli piace Penne d’Oriente e vorrebbe intervistarmi.

Iniziamo a sentirci e raccontarci assiduamente, finché non mi manda le sue domande. Quindici per l’esattezza, una più originale dell’altra. La sua intervista mi ha ispirato molto e mi ha spinto a rievocare Serena, la mia passione viscerale per la lettura, la mia storia e quella del blog. È stato un bel viaggio nel tempo per me, non privo di emozioni importanti.

Sono molto felice di essere riuscita a trasmettere le mie passioni con genuinità e ardore. Sono rimasta piacevolmente colpita dal risultato finale, anche grazie all’editing puntuale e creativo di Riccardo che ha trasformato le mie parole scritte in un vero video dedicato a Penne d’Oriente. Una veste inedita per noi.

Condivido con voi questa bellissima esperienza, nella speranza che ritroviate anche il vostro amore per i libri come è successo a me, ascoltando le mie parole. Voi sapete che questo blog è nato per diletto, per pura passione e che piano piano si è trasformato in un luogo di scambio continuo. Grazie a voi.

Ringrazio Riccardo e il suo canale Monkey Rises per l’iniziativa, la volontà e lo slancio curioso che lo ha spinto a volermi conoscere.

Vi lascio il link della video intervista, fatemi sapere cosa ne pensate lettori e buona giornata! Penne d’Oriente

La gatta, Shozo e le due donne. Junichiro Tanizaki

Buongiorno lettori! Oggi torniamo nel Giappone piu’ classico. Questo che vi presento è per certo il mio romanzo preferito di Tanizaki, un autore crudo, malizioso, per nulla affettato. In questo libro ci racconta una storia assai particolare.

Una coppia di sposi ormai stanchi, un’amante molto amata e una gatta adorata. L’uomo, Shozo, personaggio quasi secondario della storia, vive attorniato da queste tre figure femminili. Lui un uomo molle, senza spina dorsale, capace per lo più di assecondare la madre matriarca, ha sposato la prima moglie per dovere, senza innamoramento. Se ne è stufato presto e si è fatto un’amante, da cui si reca spesso e volentieri, sentendosi di gran lunga più apprezzato che a casa propria. Nel bel mezzo delle vicende amorose e puerili di questo triangolo si erge l’ombra della gattina.

Idolatrata da Shozo, a malapena sopportata dall’amante e odiata fortemente dalla moglie.
Quest’ultima ne è assai gelosa, visto che ormai non condivide altri momenti con il marito se non quando sono entrambi in sala e lui accarezza imperterrito l’animale. L’amante subodora da subito questo morboso attaccamento e si dichiara da subito mal disposta ad accettarlo.


La separazione della coppia arriva quasi subito, epilogo inevitabile. La moglie pretende come risarcimento danni il possesso della bestiola, convinta così di togliere l’unica vera fonte di felicità all’ex marito. Dal canto suo la nuova sposa accetta di buon grado di non avere tra i piedi la gatta, così che lui si dedichi a lei soltanto. Shozo, immobile tra i due fuochi, non può che cedere.
Gli eventi e gli equilibri verranno sconvolti non poco da questa nuova sistemazione.
L’ho trovato un romanzo divertente, sagace, ironico, appuntito.

Buona lettura e buon inizio di settimana!

WA. Laura Imai Messina

Buon sabato cari lettori! Come state? Cosa leggete ultimamente? Io vi propongo un libro, diventato uno dei miei preferiti di sempre.

Questo saggio sull’essere, la cultura e la lingua giapponese, in un certo senso, mi ha cambiato la vita. Mi venne regalato dalla mia migliore amica al mio compleanno, l’ottobre scorso. Naturalmente sapevo già dell’infinita varietà di espressioni e significati racchiusa nella lingua del Sol Levante, ma la scrittura dell’autrice è riuscita a stupirmi. Tanto che alcune delle parole da lei narrate sono diventate la mia stessa carne, con un tatuaggio, il più amato.
Imai Messina ci propone una carrellata di termini linguistici accompagnati dalla loro storia, dall’interpretazione quotidiana che ne danno i giapponesi, spiegandoci l’uso che ne viene fatto. Non si tratta di un semplice vocabolario culturale, è piuttosto una finestra. Noi ne giriamo la serratura e possiamo sbirciare al di là, nel mondo nipponico.

Nintai… Shiawase…


La considererei quasi una guida turistica e letteraria, sicuramente un libro per l’anima, dove regna la bellezza, la contraddizione, la curiosità. Ogni pagina propone qualcosa da imparare, da gustare con l’intelletto. A ognuno la possibilità di lasciarsi trasportare  da una parola piuttosto che da un’altra. Uno dei libri più soggettivi che abbia mai letto, al di là delle indiscusse capacità scrittorie dell’autrice.
Un saggio che rileggo volentieri, quando cerco ispirazione, quando cerco il Giappone.


Consigliatissimo agli amanti delle lingue e delle culture diverse. Un viaggio delle sensazioni, a portata di mano. Buona lettura!!

Aki Shimazaki. Nel cuore di Yamato

Buon pomeriggio lettori! Una grande scrittrice giapponese per una storia corale sull’onore, il rispetto delle tradizioni, il bene della collettività, la famiglia.


In questa sorta di pentalogia cinque storie si intersecano, connettono senza saperlo e dipingono un quadro realistico del rapporto nipponico tra un’impiegato e la sua azienda. Un legame di devozione inusuale per non occidentali lega questi due poli, uno singolo e umano, l’altro collettivo e artificiale. Il protagonista è un giovane rampante, la sua storia all’interno della società mostra sin da subito quale sia il filo conduttore del romanzo: la scelta ardua tra ruolo sociale e ruolo privato, quale merita di essere preservato?


Dal secondo racconto la storia prosegue, ma con gli occhi dei personaggi che gli vorticano intorno. Il suo superiore, un amico che si licenzia, un ex impiegata che è stato anche la sua ex fidanzata e infine la moglie del suo capo. Chi ha rinunciato a tutto per la società, chi ha preferito spezzare il legame per rifugiarsi nella propria libertà, chi non aveva scelta e chi non ha saputo dire no.


Aki Shimazaki è una delle mie scrittici preferite. Ampie e suadenti descrizioni arricchiscono storie piene di pathos e vita. Lo sfondo è sempre il Giappone, colmo di contraddizioni. Molto consigliato a chi vuole scoprire nuovi lati di questo paese.

Buona lettura!

Ian Manook. Yeruldelgger Morte nella steppa

Buongiorno lettori! Come state?

In Mongolia il commissario di polizia Yeruldelgger si trova ben presto invischiato in due casi misteriosi. Il cadavere di una bambina ritrovata seppellita nella steppa e tre cinesi massacrati in una fabbrica. Aiutato dall’amica medico legale Solongo e dalla giovane agente Oyun inizia le indagini.

Da subito si rende conto che qualcuno vuole impedirgli di fare troppo domande e andare a fondo, qualcuno ai piani alti della polizia. I membri di un gruppo ultranazionalista nazista mongolo diventano gli indiziati perfetti, ma sotto c’è ben altro. Yeruldelgger viene estromesso dall’incarico dopo i primi giorni, Oyun dovrà portare avanti l’indagine da sola.
Perché nelle scartoffie relative ai casi compare il nome della figlia reietta del commissario? Che ruolo ha il suo potente suocero? Cosa lega i cinesi morti alla piccola vittima?
L’unica pista è composta dal faro di un vecchio quad coreano, dalle tradizioni mongole delle steppe e da una prostituta, testimone del triplice omicidio.

Figure che tramano nell’ombra cercheranno in tutti i modi di uccidere Oyun, mentre Yeruldelgger sembra scomparso nel nulla.
Fondamentale la figura di Solongo, bellissima anatomopatologa dedita alla medicina tradizionale e di Galtuga, ragazzino mendicante che sembra sapere e vedere tutto ciò che accade nel quartiere.


Il primo giallo mongolo che leggo e recensisco per voi. L’autore ci accompagna per cinquecento pagine con una scrittura sagace, divertente, fitta di descrizioni e densa di suspence.
Un ottimo giallo, lo rileggersi subito. Consigliatissimo!

Min Jin Lee. La moglie coreana

Buongiorno lettori!

Una saga famigliare è un buon modo di descrivere questo romanzo, ma c’è molto di più. L’affresco puntuale, ricco di particolari, pulsante della Corea e del Giappone nel secondo dopoguerra. Culture, lingue, pensieri, tradizioni che si mescolano fino a confondersi.


Una giovane, rimasta incinta di un manigoldo, viene chiesta in sposa da un uomo coreano come lei, un pastore cristiano, diretto a Osaka dal fratello. Per la ragazza si tratta di uno stravolgimento totale della sua esistenza, lascia la madre e parte verso l’ignoto. In Giappone i coreani sono accettati, sopportati ma non amati e la vita delle due famiglie sotto lo stesso tetto, in un quartiere più che povero, sarà costellata di ristrettezze. Saranno grandi anche le gioie, nasceranno bambini, le cognate metteranno su una vendita di kimchi casalingo al mercato. Questa ed altre le mille vicende narrate nel corso del libro.
Partendo dai nonni della protagonista si arriverà al racconto dei suoi stessi nipoti.


Una parabola meravigliosa come il sorgere e tramontare del sole.
Un libro stupendo che ho amato sin dalle prime righe, uno dei pochi che tratta l’argomento del rapporto storico tra questi due paesi vicini ma molto diversi. Consigliatissimo.

Yokomizo Seishi. Il detective Kindaichi

Buongiorno lettori! Provo con il riportare anche qui la recensione uscita sulla pagina facebook, se vi fosse più comodo.

Ho scoperto Yokomizo Seishi per caso, con questo libro e me ne sono innamorata da subito. Scrittura precisa, veloce, intrigante. Il suo genere, simile a quello di Matsumoto Seicho, è il giallo per eccellenza. Quando trovo un autore orientale che gestisce con tanta bravura le regole del giallo classico non lo abbandono più. Così è successo con Yokomizo, ho subito comprato gli altri due libri, andando a scovare su eBay un vecchio giallo Mondadori pubblicato negli anni ’80. Non avrei potuto rinunciarci.
Questo romanzo ci presenta un’antica famiglia che domina il piccolo paesino di campagna, con la sua villa e i suoi intrighi segreti. Uno dei figli sta per sposarsi, ma la prima notte di nozze accade l’impensabile. Il suono dell’antico strumento musicale chiamato koto e un urlo squarciano la notte, risvegliando tutta la famiglia nella residenza principale.
Gli sposini sono morti pugnalati, la stanza è chiusa dall’interno, l’arma del delitto sparita.
Il mistero richiama la sagacia di Kindaichi Kosuke, l’amato commissario protagonista dei romanzi di Yokomizo.


Consigliatissimo a chi ama il Giappone di un tempo, i delitti, l’ottima scrittura.

Buona lettura!

Nuove recensioni dall’Oriente

Buongiorno lettori!

Come state? Io sono quasi tornata in pista dopo una piccola pausa forzata di salute, ma ora sto benone. La lettura non si ferma mai, per cui sono qui per ricordarvi che sulla mia pagina facebook Penne d’Oriente sono uscite diverse recensioni nei giorni scorsi : )

Torniamo alle vecchie abitudini, parliamo di libri giapponesi, cinesi e coreani, romanzi, saggi, raccolte di racconti. Tutto ciò che ci aiuti a trasportarci in quei mondi che tanto amiamo. Come vi annunciavo, sto provando un nuovo format per permettere a me di gestire meglio il tempo e a voi di leggere comunque recensioni interessanti. Su facebook vi propongo articoli più brevi e precisi, il mio giudizio finale non mancherà mai. Fatemi sapere se queste nuove recensioni vi piacciono o preferivate quelle più lunghe e articolate qui nel blog. Aspetto un vostro consiglio/parere..per me è fondamentale ❤️.

Su facebook Penne d’Oriente potete trovare le ultime recensioni:

https://m.facebook.com/pennedoriente/

~Sang Ye, China Candid saggio

~Makoto Shinkai, Il giardino delle parole romanzo

~Ito Ogawa, Ribon messaggero d’amore romanzo

~Yoshiya Nobuko, Storie di Fiori raccolta di racconti

~Fang Fang, Wuhan saggio

~Keigo Higashino, L’emporio dei piccoli miracoli romanzo

~Yokomizo Seishi, La locanda del gatto nero romanzo

Pensavo di mantenere la domenica come giornata di riepilogo, qui sul blog, delle recensioni uscite in settimana. Può esservi comodo? Aspetto i vostri commenti. Ne approfitto per ringraziare tutti per l’affetto dimostrato a me e alla pagina.

Buona lettura!

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