Lettere d’autunno di Yumoto Kazumi

Buongiorno cari lettori, oggi fatemi compagnia. Vi presento Yumoto Kazumi e il suo libro per ragazzi, ma non solo, Lettere d’autunno.

L’autrice, voce nuova nel panorama della letteratura giapponese in Italia, ci racconta una breve storia di sentimenti autentici. La protagonista è Chaki, ormai donna, che ricorda alcuni momenti della sua infanzia. In seguito alla morte del padre in un incidente stradale, lei e la madre si trasferiscono in un nuovo appartamento, per cambiare vita. Vanno ad abitare alla Residenza del Pioppo, una vecchia casa con giardino composta da altri tre appartamenti. La proprietaria è una vecchia signora rugosa e senza età che vive lì accanto e con cui Chaki si trova presto costretta a convivere. La bambina, infatti, è preda di forti ansie nella nuova scuola che si trova a frequentare dopo il trasloco. A questo si aggiunge l’incapacità di comprendere e accettare la scomparsa improvvisa del padre. Queste emozioni così forti la accompagnano giorno dopo giorno, stressandola moltissimo, tanto che si ammala. All’inizio la madre la accudisce, rimanendo a casa dal lavoro ma Chaki continua a stare male a lungo, incapace di distogliere la mente dalle preoccupazioni. Dopo un certo periodo, quando ormai la donna deve ritornare a lavorare, la bimba si trasferisce al piano terra nella casa dell’anziana padrona di casa. Sarà lei a prendersene cura e a farla guarire. Se dapprincipio Chaki ha molta paura di lei, si accorgerà presto che la donna nasconde un segreto affascinante.

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Una scoperta fatta quasi per caso. Durante una conversazione sull’età e la vita, la vecchia signora confida a Chaki che morirà soltanto nel momento in cui il suo cassetto delle lettere sarà pieno. All’interno, in una credenza di legno, sono contenute delle lettere destinate alle persone defunte, nell’aldilà. Quando la donna perirà potrà portarle tutte ai vari destinatari. Quegli scritti provengono da tante persone diverse, tutti loro hanno perso un famigliare o un amico. Nonostante questa perdita non hanno smesso di pensare a loro e non hanno terminato le parole da rivolgergli, per questo scrivono ai propri cari un’ultima lettera di addio. L’anziana signora le custodisce con estrema cura, sa di avere tra le mani una grande responsabilità. Chaki fatica a credere a questa storia, che pare assurda e fantasmagorica al tempo stesso. Il suo spirito di bambina, però, finisce per vincere sulla razionalità e un giorno decide lei stessa di iniziare a scrivere delle lettere al padre. Perchè sente di avere ancora tanto da dirgli, cose e momenti da condividere insieme, ricordi, speranze per un futuro che sente ancora incerto.

20181210_163052-1-1658735732.jpgMolti anni dopo Chaki è diventata una donna, un’infermiera, ma tutte quelle antiche paure le sono rimaste appiccicate addosso. Un giorno riceve la telefonata della madre, che la sorprende con una notizia inaspettata. La vecchia signora è morta e a breve sarà organizzato il funerale, ad avvertirla è stata l’altra inquilina della Residenza del Pioppo. Chaki decide di partire per ritornare laggiù, in quel mondo tremolante ed evanescente di ricordi. Nulla la tiene aggrappata dove si trova ora e così parte, con il cuore leggero, sperando di trovare nuovi binari da cui ripartire. La veglia funebre l’attende. Una volta tornata nella casa della sua infanzia troverà moltissime persone, amici di vecchia data della signora, tutte persone che avevano condiviso quel piccolo segreto con lei.

Viene definito un romanzo per ragazzi, ma credo si possa adattare proprio a tutti. La scrittura di Yumoto Kazumi è leggiadra, rapida, semplice e ricca di significati ed emozioni. La storia che narra ci parla di una bambina e dei suoi sogni, ma anche di una donna adulta che lotta, ricorda, vive. Un’altra voce giapponese meritevole di essere conosciuta, letta e anche riletta.

Vi auguro una buona lettura, sempre.

 

Aprii il cancello per lei e dissi un’altra volta: “Signora, non piove più”

“Eh…ha smesso”.

Ero a corto di parole e la vecchia signora colse il mio sguardo. “Lo sto facendo asciugare”

“Cosa?”

“Quando l’hai usato lo fai asciugare. Come, non lo sapevi?”

Dal  tono della vecchia signora asciugare l’ombrello camminando sembrava una cosa assolutamente naturale, quindi non potei rispondere altro che: “Si, lo so”

“Entra velocemente!  Qui fuori vestita così!” e dicendolo si era già diretta verso la veranda.

Lasciando aperto l’ombrello che era ancora un po’umido sul gradino di pietra all’entrata, la signora entrò in casa dalla portafinestra dicendo: “Eccoci!” E non si dimenticò di prendere anche le scarpe sfilate per metterle all’ingresso. Rimasta indietro, io feci uno starnuto. Questa fu la prima conversazione degna di essere ricordata tra me e la vecchia signora. Poco tempo dopo la vidi con l’ombrello aperto anche con il bel tempo. Le feci notare che l’ombrello era asciutto e mi rispose senza scomporsi che questa volta era al posto del parasole.

 

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Autrice: Yumoto Kazumi

Titolo: Lettere d’autunno

Anno: 1997

Casa editrice: Atmosphere libri

Traduttore: Maria Elena Tisi

Prima edizione italiana: 2018

N. Pagine: 143

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