Sango e il corallo rosso 2

Buondì lettori! Ecco la seconda parte del mio racconto per ragazzi Sango e il corallo rosso.

Se vi siete persi la prima parte, eccola qua! Buona lettura..e grazie di cuore per farmi sempre compagnia.

sea-2565573_960_720

Il mattino dopo, quando Sango si preparò per andare a scuola, ripensava ancora alle parole di Yodo. Non aveva dormito bene tutta la notte, con il terribile pensiero che il ragazzino potesse avere ragione. Erano molti i pensieri che si muovevano nella mente di Sango e si sentiva stanca. Fece colazione di corsa e uscì per raggiungere l’autobus della scuola. In fondo non aveva nessuna prova che i coralli passassero dal ruscello, non era mai riuscita a pescarne né a vederne uno. Eppure non riusciva proprio a spiegarsi da dove arrivassero e come mai si nascondessero così lontani dalla luce. Forse ne avevano paura? Quando entrò in classe aveva molte domande a cui non sapeva dare una risposta. Quel giorno a scuola non riuscì a concentrarsi a dovere sulle lezioni, distratta com’era da quei pensieri. Ritornò a casa nel primo pomeriggio e trovò il nonno e Kiku che l’aspettavano alla fermata del bus vicino alla baia. Si incamminarono tutti e tre insieme verso casa, il nonno le aveva portato un dolcetto di riso alla fragola da mangiare per la strada. Sango gli dava piccoli morsi, sempre più pensierosa. Poi a un certo punto si decise a parlarne con il nonno, o per meglio dire a fargli alcune domande.

Nonno, ascolta”.

Dimmi Sango”.

Quando tu vai a pesca con la barca ti allontani molto dalla riva?” mangiava e lo guardava, alzando la testa.

Il nonno annuì “Sì abbastanza, per pescare bisogna andare al largo, che significa allontanarsi dalla terraferma, dalla spiaggia”.

Mmmh d’accordo. Però non vai sott’acqua giusto?”.

No no, rimango sulla barca. E uso la canna da pesca, come ti ho insegnato” rispose.

Sì bene. Comunque saprai sicuramente che in fondo al mare, molto più giù di dove stanno i pesci che trovi tu, ci sono i coralli” lo guardava con attenzione.

Il vecchietto abbassò lo sguardo, incuriosito da tutte quelle domande strane. Annuì e lasciò che Sango continuasse.

Ecco, bene. Voglio parlarti dei coralli” disse la bambina, finendo l’ultimo pezzo del suo dolcetto.

Non me ne intendo molto, ma dimmi pure” sorrise il nonno.

Vedi, i coralli sono degli animali, dei polipi che costruiscono un guscio duro dove abitare e stanno sui fondali del mare” lo guardò per essere sicura che la stesse ascoltando “Però io vorrei sapere come fanno a raggiungere il mare profondo!”.

Il nonno di Sango alzò le spalle, quella era una domanda a cui proprio non sapeva rispondere. Era un esperto di pesci e di pesca, dopo tanti anni passati sulla barca, ma riguardo ai coralli non conosceva nulla.

Ecco, penso che siano sempre stati lì, in fondo la mare. Nascono là sotto e visto che si trovano bene, hanno il cibo e pochi nemici, allora continuano a vivere laggiù” le rispose.

La bambina si fermò un attimo, mancavano pochi passi alla loro casa e la si poteva vedere in lontananza. Kiku li aveva preceduti e li aspettava sui gradini.

Dici che non vengono dal ruscello nonno?” la voce di Sango era indecisa, quasi spaventata.

Sapeva che lui conosceva molte cose sul mare e se diceva che i coralli non venivano dal ruscello, così doveva essere. La bambina si scostò i lunghi capelli dal viso, improvvisamente aveva un gran caldo mentre guardava il nonno. Il vecchietto la osservava, poi storse le labbra in una smorfia e da quello la bambina capì quale sarebbe stata la sua risposta. Neanche il nonno ci credeva.

Oh non penso cara, credo proprio che nascano già nei fondali marini” si avvicinò alla nipote e le accarezzò la testa “Perché ti interessa tanto?”.

Sango non sapeva più cosa dire, doveva riflettere bene sulle parole del nonno. Si limitò ad alzare le spalle, ora voleva solo andare nella sua cameretta. Riprese a camminare e il nonno la seguì, salirono i gradini e arrivarono finalmente a casa.

Forse sei attirata dai coralli per via del tuo nome” annuì il vecchietto “Ogni nome ha il suo destino, sai Sango?” le sorrise.

La bambina ricambiò il sorriso, ma era pensierosa. Lasciò il nonno in cucina e raggiunse la sua scrivania. Prese il libro dei coralli e lo rilesse dalla prima pagina. L’aveva già letto molte volte e lo sapeva quasi a memoria ormai, ma preferiva controllare tutto un’altra volta. Ci mise tanto tempo e quando rialzò gli occhi dal libro era quasi ora di cena, il sole era appena tramontato fuori dalla sua finestra. Sango si ripromise il giorno dopo di andare al ruscello, forse Yodo la stava aspettando, ma ormai si era fatto tardi. Voleva parlargli a tutti i costi prima che tornasse dai suoi genitori a Kyoto. A pensarci bene le sembrava un luogo lontanissimo, molto più dei fondali marini.

soft-corals-79956_960_720

Sango! Sango! Allora oggi sei venuta!” gridò Yodo, mentre camminava per il bosco.

La bambina era ferma sulla riva con la canna in mano, sempre intenta a pescare. Teneva la canna con la destra e con la sinistra salutava il ragazzino che si avvicinava. Sorrisero, entrambi contenti di vedersi.

Yodo, ti aspettavo. Scusami tanto se ieri pomeriggio non sono venuta, ma non stavo tanto bene” disse lei.

Aveva deciso di dirgli una piccola bugia, non si sentiva ancora pronta ad ammettere di aver avuto torto.

Non preoccuparti, ho pescato un pochino ma qua ci sono pochi pesci. Un giorno dobbiamo andare nel mio posto preferito, dovresti vedere quanti ne passano di lì!” sorrise e posò sulla spiaggetta tutte le sue cose.

Kiku si svegliò e si stiracchiò, poi andò ad annusarlo per bene. Sango posò la canna da pesca e si avvicinò. Notò che quel giorno invece erano vestiti proprio in modo diverso! Lei aveva indossato una salopette di jeans con una maglietta rosa, lui invece una tuta blu. Yodo aveva di nuovo il secchiello pieno di pesciolini e sembrava molto soddisfatto, Sango si avvicinò per guardarli e fargli i complimenti. Il ragazzino poggiò anche lo zaino a terra, sembrava stranamente pesante.

Guarda cosa ti ho portato, l’avevo dietro anche ieri ma tu non c’eri” sorrise, slacciando le fibbie dello zaino “Ma non fa niente, l’ho riportato oggi. Ero sicuro che ti avrei trovato!”.

Tirò fuori un grosso e pesante librone, lo passò a Sango e lei aveva difficoltà a tenerlo tra le mani. Riuscì solo a immaginare quanta fatica avesse fatto Yodo a portarselo in spalla fino a lì. Gli sorrise e si inchinò.

Grazie, grazie Yodo!”.

Il ragazzino riprese fiato “Vieni sediamoci, così lo vediamo meglio. Questo libro è di mio padre, fa parte di una grande enciclopedia, quindi dobbiamo stare attenti a non rovinarlo”.

Sango annuì subito e lo tenne con maggior cura. Si sedettero tutti e due sui massi, Yodo teneva aperto il libro e andò subito a cercare la pagina da cui fuoriusciva un segnalibro giallo.

Ho segnato il punto, guarda” disse, indicandole qualcosa con il dito.

La bambina si avvicinò, accostando la spalla contro quella di lui e si sporse per leggere. Nella pagina, in alto a sinistra, sopra il dito di Yodo, c’era scritto CORALLI. Sotto c’era una colonna di ideogrammi.

Oh…” riuscì a dire Sango, tanto era sorpresa che non sapeva cos’altro aggiungere. Guardava prima il ragazzino, poi di nuovo il libro e si mise a leggere sottovoce. Anche lui fece la stessa cosa.

Dopo qualche minuto la bambina alzò lo sguardo, si sentiva un po’ confusa. Yodo se ne accorse subito e allora le sorrise, per tranquillizzarla.

Allora, vedi che qui dice che i coralli sono degli animali. Dei piccoli polipi che vivono insieme e vicini, in colonie si dice. Praticamente producono una sostanza che si chiama carbonato di calcio ed è proprio grazie a questa sostanza che formano la parte dura, qui lo chiama scheletro calcareo. Sono parole un po’ difficili lo so, ma se non capisci qualcosa te lo spiego” sorrise e annuì.

Sango lo ascoltava e guardava affascinata, fece di sì con la testa due o tre volte e Yodo continuò.

Dice anche che vivono nelle barriere coralline tropicali, queste non so di preciso dove si trovano, ma poi magari lo chiedo a mio papà e te lo dico la prossima volta. Ah poi di interessante dice che il corallo non è un solo animale, ma tanti organismi, cioè esseri viventi, riuniti insieme. Che poi sono i polipi, ma sono piccolissimi e così ce ne stanno tanti nello stesso punto. Va bene?” la guardò.

Sì, ho capito tutto!” sorrise Sango, le piaceva ascoltarlo mentre spiegava.

Il ragazzino rilesse un ultimo pezzo dall’enciclopedia, poi ricominciò a parlare.

Dice anche che possono avere tante forme e possono essere sia grandi che piccoli. Hanno bisogno di acque luminose e calde. Vivono in tantissimi posti come nel Mar Rosso, in Polinesia, in Australia, che sono paesi lontani. Ma ci sono anche nel nostro mare!” Yodo annuì contento e sorrise “Le sapevi già tutte queste cose?”.

Sango era elettrizzata da tutte quelle novità e scosse la testa “No! Che bello questo libro, dice molto più cose interessanti di quello che ho a casa” annuì.

Sì, le enciclopedie sono davvero dei bei libri e ti insegnano tantissime cose”.

Un giorno chiederò al nonno di comprarne una allora”.

Brava, bella idea!” le sorrise.

La bambina rilesse ancora una volta, lentamente, la voce sui coralli. Cercava di mettere insieme tutte quelle nuove informazioni.

Dice che qui in Giappone c’è un corallo rosso, è proprio quello del mio libro, quello che stavo aspettando” Sango allungò un braccio a indicare il ruscello, ma si rattristò subito “Chissà se passerà mai di qui”.

Se l’enciclopedia non lo dice mi sa che non vengono dai torrenti Sango, mi dispiace” Yodo abbassò lo sguardo.

La bambina annuì, in realtà l’aveva già capito. Ed era triste.

Mi sa che è proprio così, anche mio nonno me l’ha detto” disse e si alzò per avvicinarsi alla riva.

Il ruscello era stretto e l’acqua scivolava via veloce, qualche pesce, ogni tanto delle rane. Sango osservava tutto con attenzione, quasi che vedesse quel luogo per la prima volta. Una fila di formiche camminava senza sosta, avanti e indietro, sulla riva erbosa. C’erano ciuffi d’erba rigogliosi e fiori dai gambi lunghi che penzolavano sopra l’acqua, ma non si bagnavano mai. C’era un grosso grillo grigio-verde che saltava da una riva all’altra con grandi balzi, Sango lo osservò per un po’ e lui pareva divertirsi molto. La bambina si rese conto che c’era un piccolo mondo che abitava intorno e dentro quel ruscello, ma che non era un luogo per coralli. Improvvisamente si sentiva molto stupida per averci creduto così a lungo. Iniziò a giocherellare con una ciocca dei propri capelli, lunghi e neri. Era confusa, capì che forse stava diventando grande e non era più una bambina piccola. Con questa nuova certezza si voltò verso Yodo, che l’aspettava silenzioso seduto al grande masso, vicino a Kiku che si faceva accarezzare docile. Sango non disse niente, tornò verso l’amico e gli fece un piccolo sorriso. In fondo se era cresciuta era stato anche grazie a lui.

Un giorno riuscirò a trovare i coralli, ovunque siano! E li vedrò” annuì, orgogliosa.

Il ragazzino sembrò pensarci su per qualche istante, si grattò la scodella di capelli neri e poi si alzò in un balzo, battendo le mani.

Idea! Andiamo in città, lì sicuramente potremo vedere un corallo vero!” sorrise, eccitato.

Sango spalancò gli occhi e non riuscì a stare ferma dalla felicità “Dici davvero?”.

Ora vado a casa e chiedo a mio nonno, lui di certo saprà dove bisogna andare! Poi ti telefono a casa e ti dico tutto” annuì.

La bambina prese subito la matita dal suo zaino e strappò un angolo del libro sui coralli, l’unica carta che aveva. Scrisse il numero di casa del nonno e lo consegnò con cura a Yodo. Lui lo infilò in tasca, prese la sua roba e corse via.

Ciao! A dopo Sango!” agitò la mano con cui teneva la canna, poi si girò e scomparve.

Lei rimase ancora un poco, ma non pescò, rimase seduta con i piedi a bagno nel ruscello a giocare con Kiku. Era felice, nonostante la scoperta che aveva fatto. Si sentiva positiva, finalmente avrebbe potuto vedere un corallo. Non vedeva l’ora di risentire la voce di Yodo e dopo un po’ di tempo ritornò a casa anche lei, ad aspettare.

coral-2009438_960_720

La telefonata arrivò mentre lei e nonno Misao stavano mangiando frittelle di pesce e cavoli alla soia. Yodo aveva grandi notizie per Sango: suo nonno conosceva un signore che viveva a Miyazu e che faceva collezione di pietre e coralli. Era un vecchio amico e avrebbe fatto vedere loro la sua collezione, se lo desideravano. Alla bambina non sembrava vera una fortuna tanto grande. Il nonno diede il suo consenso alla gita in città e Sango saltò dalla gioia. Poco dopo salutò Yodo, ormai avevano un appuntamento. Non vedeva l’ora. Quando finalmente arrivò il pomeriggio seguente, dopo pranzo, la bambina e il nonno erano fermi sulla strada tra Ine e Miyazu. Erano seduti su una panca di legno fuori da una locanda. All’improvviso videro arrivare una macchina rossa, un fuoristrada vecchio modello e l’automobile si fermò proprio davanti a loro. All’interno Yodo e un signore anziano che gli assomigliava molto li salutarono con la mano. I grandi si presentarono, Sango e il nonno salirono sui sedili posteriori e ripartirono.

Grazie tante signore per avermi permesso di venire a casa del suo amico. Siete stati proprio gentili” Sango chinò la testa e congiunse le mani.

Il signore al volante, il nonno di Yodo, sorrise “Sarà un piacere per lui! Ha una bellissima collezione, sono molti anni che cura i coralli e sono una sua grande passione. Sarà felice di conoscerti Sango, una bambina che si interessa ai coralli… non è cosa da tutti i giorni!” disse.

Tutti risero e il viaggio proseguì tranquillo, non c’era traffico. Arrivarono a destinazione dopo quasi un’ora. La casa si ergeva su una collinetta, era circondata da uno steccato di legno e si intravedevano alberi rigogliosi e con i frutti ancora acerbi. La casa era di tipo tradizionale, aveva le pareti scorrevoli in carta di riso e i pavimenti in legno. Un uomo che camminava aiutandosi con un bastone, con i capelli lunghi e bianchi, li fece entrare. Gli diede il benvenuto e li fece accomodare in casa, passando per i due gradini della veranda. Tutti si tolsero le scarpe ed entrarono con le calze, per non sporcare.

Venite, c’è del tè pronto” disse il padrone di casa, che si chiamava Signor Kobayashi.

Sango e Yodo saltellavano dall’impazienza, non resistevano più. Chissà dove quel signore teneva nascoste le pietre, non vedevano l’ora di ammirarle! Fu nonno Misao a parlare “Grazie infinite per l’accoglienza signore, ma credo che i bambini non stiano più nella pelle” sorrise.

Oh ma certo, certo. Venite, il tè aspetterà” sorrise “Seguitemi”.

L’uomo camminava piano piano e tutti lo seguirono in fila indiana lungo lo stretto corridoio che divideva in due la casa. In fondo c’era una stanza in penombra, le porte scorrevoli che davano verso il giardino erano accostate ed entrava poca luce. Sul pavimento c’era un tappeto steso e accostati alle pareti tanti tavolini bassi di vetro.

Tengo le porte chiuse perché i coralli e le pietre non amano una luce troppo forte e a quest’ora batte il sole da questo lato della casa. Venite venite, avvicinatevi meglio”.

Sango fu la prima a raggiungere il signor Kobayashi e scoprì subito che quei tavolini erano anche dei contenitori, attraverso il vetro si potevano ammirare le pietre. Erano tutte sistemate su un panno che sembrava morbido e ognuna aveva un cartellino, dove c’era scritto il nome e una data. Forse quella in cui il signore le aveva trovate, pensò la bambina. Anche Yodo e i nonni si avvicinarono, sbirciando dall’alto quelle piccole meraviglie iridescenti. Persino all’ombra luccicavano e sembravano bellissime, Sango le guardò tutte. Si chiese quali fossero i coralli. Il signor Kobayashi mostrò alcune delle pietre, ma poi fece qualche passo verso uno degli ultimi tavolini, addossato alla parete di fronte.

Vieni Sango” le disse, con dolcezza.

La bambina si avvicinò quasi in punta di piedi, non correva più. Si sentiva stranamente agitata. Si inginocchiò davanti al tavolino che gli indicava il padrone di casa e lo individuò immediatamente. Aveva la forma di una radice di albero, allungata e contorta. Era rosso fiamma e brillava sotto il vetro. Sango si abbassò ancora, quasi a toccare il vetro con la punta del naso. Spalancò gli occhi, le pareva di non aver mai visto niente di più bello in tutta la sua vita. Rimasero tutti in silenzio, osservando la bambina. Dopo qualche istante il signor Kobayashi la fece scostare appena, alzò il vetro del tavolino e delicatamente prese in mano il frammento di corallo.

Ecco, prendilo, ma attenta che è molto fragile. Proviene direttamente dalle profondità del mare”.

Il pezzettino si posò sulla manina rosa di Sango e lei si sentì ricoperta da un enorme responsabilità. Avvicinò il corallo agli occhi e lo annusò, profumava di mare. Lo stesso profumo che lei sentiva dalla sua finestra tutte le mattine, questo la rese molto felice.

Dove l’ha trovato?” chiese la bambina.

Molti anni fa, sulla spiaggia di Iwanuma, molto molto lontano da qui. Una volta abitavo al nord. Lo trovai dopo una mareggiata e lo feci valutare da un esperto, mi confermò quello che sospettavo. E’ un frammento di corallo rosso giapponese, tipico del nostro mare. Un bellissimo esemplare” annuì, appoggiandosi con entrambe le mani al pomo del suo bastone.

Sango ascoltò tutto con grande interesse, accarezzò con un dito le irregolarità del corallo. Dopo qualche istante lo fece vedere a tutti gli altri, sempre tenendolo in mano con molta attenzione. Yodo e i nonni lo ammirarono e sorrisero. Poi arrivò il momento di rimettere l’esemplare nella sua casa, così il signor Kobayashi lo sistemò di nuovo dentro il tavolino. Gli adulti decisero di lasciare i bambini a guardare ancora la collezione, mentre loro si spostavano nel soggiorno per bere una tazza di tè verde.

Sei contenta Sango?” il ragazzino la guardò curioso.

Lei fece un piccolo salto e sorrise, mostrando tutti i dentini bianchi “Non sono mai stata più felice! Grazie” e lo abbracciò.

Yodo diventò tutto rosso per l’imbarazzo, ma chinò il capo e sorrise. La guardò seduta vicino al tavolino dei coralli, continuava a osservarli con interesse.

Allora non cercherai più i coralli al ruscello?” chiese.

La bambina scosse la testa “No, non più” si girò verso di lui “Inizierò a pescare i pesci, se mi aiuterai” sorrise.

Il ragazzino era felice, gli brillavano gli occhi “Certo che lo farò!” annuì e andò a sedersi sul pavimento vicino a lei.

Sango guardò il piccolo corallo rosso giapponese, affascinata. Anche se non avrebbe più potuto andare alla ricerca di coralli al ruscello si sentiva felice. Forse un giorno, quando fosse diventata grande, avrebbe potuto andare a vederli in fondo al mare. Era il suo sogno più grande ed era sicura che ci sarebbe riuscita. Ma per il momento si doveva accontentare di ammirarli attraverso quei vetri. Si voltò a guardare Yodo. Aveva incontrato un nuovo amico e avrebbe presto imparato a pescare sul serio, non poteva che essere felice!

THE END

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...