La chiave di Junichiro Tanizaki

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo del romanzo breve La chiave di Junichiro Tanizaki, un autore caposaldo della letteratura classica nipponica.

Questo piccolo libricino nasconde personaggi ben definiti ed emozioni forti, tratteggiate con spessore e tinte brillanti. La storia ci viene narrata attraverso la lettura di due diari segreti, un espediente letterario di grande impatto emotivo. La storia è permeata di malizia e grazie all’esistenza di questi due diari ci sentiamo noi stessi, lettori di nascosto, parte dell’oscura vicenda. I personaggi di cui indaghiamo le parole, i pensieri e i sentimenti sono una coppia sposata. Ikuko e il marito vivono una vita come tante, benestanti, hanno una bella casa in stile tradizionale. Lui è un professore universitario e lei una nobildonna giovane e devota. Questa, perlomeno, è la superficie delle cose, l’apparenza davanti allo specchio. Al di là scopriamo la realtà di una vita di coppia attraversata da molte increspature e irregolarità. Le prime e più evidenti sono le incompatibilità nella loro sfera sessuale.

Il romanzo prende il via con una pagina del diario di lui, dove scrive che il suo cruccio maggiore è quello di non riuscire a soddisfare la moglie troppo pretenziosa. Pare che il suo fisico debole gli impedisca eccessivi sforzi fisici, preferendo ad essi piaceri più mentali e sottili come la contemplazione dei piedi della donna o del suo intero corpo nudo. Ikuko, da parte sua, è disgustata da queste sterili manie del marito e rimane sempre delusa dal suo inesistente ardore sessuale. I diari dei due si intervallano e intrecciano. Il marito è convinto che la moglie sappia dell’esistenza del suo diario e che addirittura lo legga, svelando ogni volta il luogo segreto in cui lui ne nasconde la chiave. E anzi è per lei che scrive e a cui si rivolge con le sue parole. Ikuko invece scrive per se stessa, nascondendo con attenzione il diario di cui il marito non sospetta neanche l’esistenza.

Presto sulla scena iniziano a risaltare, sempre attraverso i racconti dei protagonisti, altri due personaggi. Toshiko, la figlia in età da marito e Kimura, giovane pretendente. Il ragazzo si presenta a cena sempre più spesso e tutti e quattro consumano diversi pasti in compagnia fino a tarda sera. Si intuisce sin da subito che l’attenzione e l’interesse di Kimura sono maggiormente indirizzati verso Ikuko piuttosto che nei confronti della figlia Toshiko. D’altro canto però, lo stesso marito stringe amicizia con il ragazzo e i due finiscono per confidarsi. L’immagine di questo quartetto apparentemente normale si fa sempre più distorto. Episodio in particolare sarà una conversazione tra i due uomini, in cui Kimura chiede al padrone di casa se ha mai sentito parlare di una nuova macchina fotografica americana, la non ancora famosa Polaroid. L’intreccio, da qui, si ingarbugliera’ sempre di più  e non mancheranno svariati colpi di scena e un finale tragico.

La macchina fotografica acquisirà un ruolo decisivo negli sviluppi futuri della storia, diventerà oggetto del desiderio, ma anche arma e strumento di possessione, tradimento e malizia. La vena erotica, che pulsa sin dall’inizio del romanzo, diventerà protagonista indiscussa della trama. Si tratta, qui, di un eroticità velata, accennata, deliziosa, maliziosa, mai volgare né esplicita. Rimane ben salda come l’elemento-chiave che lega i quattro personaggi. Attraverso conversazioni, pensieri, fotografie osé, espedienti e incontri segreti, Tanizaki dà vita a un romanzo erotico e passionale in cui ritroviamo tutta l’attrazione delle atmosfere giapponesi più tradizionali. Gli ambienti, gli abiti, i modi e le usanze ci riportano indietro di circa sessant’anni con dovizia di particolari.

Consiglio questo breve libro a chi vuole esplorare la letteratura classica attraverso un autore di culto e una storia fuori dagli schemi. Buona lettura, sempre!

Lascio che la mia fantasia vaghi liberamente su ogni possibilità, e scarto luna per l’altra, e poi per l’altra ancora, finché, nella stretta morsa della gelosia e dell’ira, mi sento fremere in una lussuria selvaggia e irresistibile. Il piacere sparirà, quando la verità alla fine verrà fuori. Verso l’aurora mia moglie ha cominciato a dire il nome di Kimura, come al solito in delirio. Ma stamattina l’ha ripetuto più volte, a intervalli, ora piano, ora forte. Mentre la sua voce s’interrompeva, riprendeva, io ho cominciato… in un attimo è scomparsa l’ira e la gelosia. Non mi preoccupavo più se fosse desta o addormentata, se fingeva o no; non volevo neppure distinguermi da Kimura… in quel momento sentivo d’essere balzato a un’altezza torreggiante, allo zenit dell’estasi. Questa la realtà, il passato solo illusione. Eravamo insieme, soli, abbracciati… forse ne morirei, ma quel momento durerebbe in eterno…

 

Compralo qui!

Autore: Junichiro Tanizaki (Classe 1886, Tokyo)

Titolo: La chiave

Anno: 1956

Casa editrice: Fabbri Bompiani Sonzogno editori

Traduttore: Satoko Toguchi

Prima edizione italiana: 1963

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...