Buongiorno lettori! Visto il successo dell’articolo precedente, ho deciso di doppiare con qualche altro spunto di riflessione. Seguitemi!

books-1474381_960_720

Sapete già come funziona, ma per chi si fosse perso la prima puntata di Letterature a confronto, mini riassunto. Metterò a confronto la letteratura cinese, giapponese e coreana in base alla mia esperienza e partendo da concetti universali. Vi proporrò per ogni argomento e ogni paese un libro che, a mio giudizio, rappresenta a pieno il pensiero che sto condividendo. Per curiosità e approfondimenti chiedete!

astronomy-3094066_960_720

Vorrei partire da SESSO e AMORE, nientemeno. Come viene affrontato nelle nostre letterature preferite? Scopriamolo insieme. Per quanto riguarda la Cina, la passione amorosa è sempre trattata come un tabù, un non detto che fa parte della vita ma che è meglio tenere per la sfera più privata. O non se ne parla per nulla oppure diventa un simbolo per indicare ribellione, libertà, individualità e in questo caso il sesso riveste un ruolo fondamentale. E’ la valvola di sfogo attraverso cui l’individuo diventa unico e non è più assoggettato ai confini imposti dalla società e dal suo ruolo collettivo. Atto amoroso come mezzo per raggiungere un fine, spesso una condizione dettata dalle circostanze storiche.

Nella letteratura giapponese l’atto amoroso passa in secondo piano rispetto ai sentimenti, alle sensazioni e considerazioni morali dei personaggi. C’è sì l’elemento sessuale e passionale, ma rimane relegato in un angolino della narrazione e in questo caso per motivi del tutto diversi da quelli dei romanzi cinesi. In questi ultimi infatti sono anche le condizioni storiche che determinano l’assenza di questo elemento, nei libri nipponici si tratta invece di una scelta più personale. Quasi pudica. Il sesso può essere sottointeso, presente, magari anche conturbante e protagonista, ma mai esplicitato completamente. Forse proprio per questo può risultare più delicato e affascinante. Molto spesso, nei libri giapponesi, la passione sessuale è anche quella per la deviazione, per il piacere morboso, per la pratica inusuale. (su questo argomento ho molti libri ancora da recensire, ma vi ho lasciato un riferimento abbastanza calzante, che può dare un’idea di come viene trattato l’argomento). L’amore al contrario è spesso fonte di grande turbamento emotivo e insoddisfazione, le relazioni risultano difficili e controverse.

I libri della Corea non si discostano troppo da quello che abbiamo delineato essere la tendenza orientale: del sesso non si parla, a meno che il romanzo non sia volutamente costruito per scioccare, per andare controcorrente. Anche nel caso della letteratura coreana il sesso lo troviamo in disparte, brevi accenni ma nessun ruolo di primo piano. Più facile è trovare riferimento all’amore. Amore come affinità mentale e fisica, come sensazione di due persone che stanno bene insieme senza pretese, allontanandosi da tutto ciò che è estraneo. Amore come sentimento estraniante.

wood-3241181_960_720

Prendiamo il secondo concetto, la NATURA. In Giappone gli scrittori si sono, da sempre, sbizzarriti nel parlare e narrare di tutto ciò che riguarda il mondo naturale. Gli agenti atmosferici, i panorami, l’osservazione dei cambiamenti stagionali. Hanno inventato storie attorno a un ciliegio in fiore o una nevicata, è l’aspetto che in assoluto amo di più della letteratura giapponese, mi ha sempre affascinato molto. Io stessa tento di farlo nei miei racconti, la natura è una protagonista essenziale. I personaggi dei romanzi nipponici ruotano attorno alla stagione in cui sono confinati, sono essi stessi parte di ciò che li circonda e i sussulti di un giardino sono i loro co-protagonisti. Questo è il vero tratto di unicità della letteratura del Sol Levante, una natura sempre fitta di simbolismi ed evanescenze.

In Cina il mondo naturale è lo sfondo su cui accadono eventi, si svolgono azioni, si dipanano relazioni, si rovinano rapporti, si gioisce e si piange. Una scenografia maestosa, che può presentarsi sotto forma di una risaia sterminata o di un villaggio coperto di neve. Su questo palcoscenico accadono le cose e la trama scorre in armonia. Nel caso della letteratura cinese la natura è presente nello svolgimento della storia, nell’evoluzione dei personaggi, ma non è preponderante, non è l’indiscussa protagonista. Rimane relegata nel ruolo dell’ambientazione, fondamentale ma in secondo piano.

In Corea la natura pare essere soffocata dal ruolo preponderante della città, della meccanica, della tecnologia che fagocita l’uomo e ciò che lo circonda. Come si è detto nell’articolo precedente, anche in Giappone la città è lo sfondo predominante dei romanzi, ma l’elemento naturale è onnipresente in qualunque storia e luogo. Nei romanzi coreani, invece, il suo ruolo è usurpato dalla società e sembra che anche gli alberi ne soffrano, confinati in spazi minimi. Tra le vicissitudini degli uomini non c’è spazio per ammirare una rosa che sfiorisce.

cup-2927573_960_720

Ultimo spunto, il CIBO. Un altro aspetto dei romanzi che amo particolarmente: le descrizioni di cibi, i modi di cucinare, le scene che descrivono pranzi o cene. Mi piace molto leggere e scrivere di cibo. In Cina parlare di cose da mangiare significa raccontare momenti di condivisione, siano essi tra famigliari, tra amici, tra colleghi, tra poveri o tra ricchi. Le persone possono trovarsi riunite attorno a un tavolo, o a una bancarella, magari nascoste e sedute su un tronco caduto o nella polvere. Il cibo può essere fonte di grande soddisfazione, ma anche di preoccupazione e tribolazione quando non è abbastanza, quando per essere goduto richiede sforzi disumani. Fonte di gioie e di pensieri, si gusta in silenzio con qualcuno accanto.

In Corea, nei romanzi, il cibo è un mero accessorio. A volte utile per spezzare ritmi concitati o arricchire situazioni. Nei libri che ho letto fino ad adesso non si parla quasi mai di cibo, questo argomento rimane confinato a mere apparizioni. Che se ne narri o meno non fa differenza per lo svolgimento della trama, non è un aspetto vivace dell’intreccio narrativo.

La letteratura giapponese non è parca di curiosità su piatti, cucina e cibi vari. E’ un elemento che va a particolareggiare la trama, gli eventi, un elemento a sé stante di grande vitalità. Anche la sola descrizione di una tazza di tè riveste una grande importanza e ad essa si legano tutti gli altri elementi della narrazione, come i protagonisti, i loro sentimenti, la natura, l’ambientazione, i dialoghi. Tutto può ruotare attorno a un piatto o una bevanda, presi da soli o in compagnia non fa differenza. Più che a voler sottolineare il senso di condivisione insito nei cibi, nei libri nipponici troviamo l’esaltazione del semplice piacere di gustare un piatto o sorseggiare qualcosa. Una simbologia della bellezza, che non deve per forza presentare un secondo fino o uno scopo più alto.

Sperando che anche questo articolo vi abbia incuriosito, vi auguro una buona lettura e vi do appuntamento alla prossima recensione affezionati amici! Un abbraccio.