Buon venerdì lettori, oggi risponderò al tag di La Siepe di More. Un breve giochino, tutto a tema felicità.

Regole semplici: cita due libri che parlino del tema proposto e, se vuoi, riportane qualche capoverso. Cita anche uno dei testi scelti da chi ti ha coinvolto nel gioco. Tre libri in tutto.

Parto dai miei, entrambi questi libri mi ricordano la felicità. L’uno per la tranquillità che mi ha donato leggerlo, quello giapponese e l’altro, cinese, per la serenità che mi ha sempre trasmesso il tenerlo vicino nel corso degli anni.

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Il magico potere del riordino di Marie Kondo (a breve la recensione sul blog!)

Gli effetti del “magico potere del riordino” sono immensi. Dopo aver riordinato una volta, non solo non ci si ritroverà mai più al punto di partenza, ma si potrà dare il via in tutta naturalezza a una nuova vita.

 

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Balzac e la piccola sarta cinese di Dai Sijie

Di punto in bianco, come un intruso, quel piccolo libro mi parlava dell’insorgere del desiderio, della passione, delle pulsioni, dell’amore, tutte cose su cui, fino a quel momento, nessuno mi aveva mai detto niente.

 

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Elogio alla follia di Erasmo da Rotterdam (scelta de La Siepe di More)

È ancora più sollazzante sentire certe nonnette che sembrano cadaveri viventi tornati dal regno dei morti inneggiare ai piaceri della vita. Sono capaci di pagare profumatamente qualche Faone perché si presti al loro piacere, si imbrattano il volto di creme, trascorrono ore davanti allo specchio, si depilano in mezzo alle cosce e fanno di tutto per nascondere la realtà, magari mettono in mostra anche con scollature eccessive il seno ormai avvizzito e cascante. Con voce tremula sussurrano paroline d’amore, alzano i calici, si mescolano alle danze delle giovinette e scrivono bigliettini amorosi. Il loro comportamento suscita ilarità ed è giustamente ritenuto folle. Ma è un piacere vedere delle donne così anziane contente di sé, ubriache di voluttà e, grazie a me [la Follia], felici.
È vero, si mettono in ridicolo. Ma voi che siete i primi a schernirle pensateci un po’ su: è meglio vivere come loro, pazze di gioia, o buttarsi disperati da un balcone con una pietra al collo? Se poi la gente trova indegno il loro modo di vivere, ai miei beati svampiti non importa. Non sentono il peso di tali accuse e, se lo sentono, non se ne curano. Se un sassi piombasse loro sulla testa, allora sì che sentirebbero male, ma l’onta, la vergogna, l’infamia, fanno male solo a chi se ne preoccupa. Basta infischiarsene! Che importa se la folla ti fischia? L’essenziale è che tu applauda te stesso. E questa è un’arte che si impara solo alla scuola della Follia.

In conclusione taggo tre fortunati 😁: Il lettore curioso, Il giro del mondo attraverso i libri e Il mestiere di leggere 

Buona lettura, sempre!