Lessico di Hiroshima di Paolo Miorandi

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Buongiorno affezionati lettori, oggi voglio raccontarvi una vera chicca. Un libricino piccolo, dalla copertina color carta da zucchero, a cui sono molto legata. Seguitemi, vi parlo di Lessico di Hiroshima.

Questo libro mi è stato regalato da un grande amico e per questo, ma non solo, mi è particolarmente caro. Si tratta di una piccola raccolta di pensieri incentrati su uno degli eventi più tragici della storia contemporanea: l’attacco atomico dell’aviazione statunitense su Hiroshima, città giapponese situata a sud-ovest dell’isola di Honshu. Queste brevi considerazioni, accompagnate da calligrafie significative, tentano di rievocare lo sgomento, la paura, l’innafferabilita’ della crudeltà umana, l’infinita sofferenza condensata in un lampo di luce da pochi millisecondi.

Sono tutti piccoli spasmi di coscienza, di umanità, a dettare le riflessioni di Miorandi. Poche parole, ogni virgola dosata con attenzione, con la delicatezza che s’impone a raccontare la tragicità che ha toccato profondamente la vita di altre persone. Io rileggo spesso questo libricino, sarà assurdo ma mi infonde una grande calma, credo sia perché mi da modo di staccarmi dai miei piccoli pensieri quotidiani e guardare a tutto con pacifico distacco.

Ogni passaggio è accompagnato da una calligrafia dell’autore, il titolo parla da solo: si tratta davvero di un lessico, di un elenco di sensazioni e profonde riflessioni che dovrebbero aiutare a comunicare oltre la storia, oltre la vita.

Calligrafie di Miorandi

Il 6 e il 9 agosto del 1945, rispettivamente alle 8:15 e alle 11:02, gli Stati Uniti sganciarono due bombe atomiche su Hiroshima prima e Nagasaki poi. Gli ordigni erano soprannominati “Little Boy” e “Fat Man” e provocarono, nei primi brevissimi millisecondi che seguirono l’impatto, la morte istantanea di circa 120.000 persone. Successivamente si stimò che le vittime totali furono almeno duecentomila, senza contare quelle provocate negli anni e decenni a seguire a causa delle micidiali radiazioni. A Hiroshima il 90% della città venne raso al suolo e tutti i cinquantuno templi religiosi distrutti dall’onda d’urto; alla città di Nagasaki andò leggermente meglio perché, grazie al cielo nuvoloso, la bomba venne sganciata in una conca tra le colline distante dal centro nevralgico della città.

Come reagire a tanto? Impossibile dirlo da chi non l’ha vissuto, si può solo tentare con infinita umiltà a concepire l’inconcepibile e da questo provare a capire cosa significhi ricominciare da capo. Da zero, da ombre, da macerie sbriciolate di un ieri che non potrà mai più esistere. L’unica possibilità è il domani, ma quale? Come fronteggiarlo, che armi usare per difendersi? Domande che rimangono senza risposta, fluttuano nell’aria come piume.

Sarà una lettura che vi colpirà nel profondo, se come me siete sensibili alla pochezza, e grandezza, del nostro essere umani assolutamente imperfetti. Buona lettura, cari amici.

Ombre

Quando gli incendi cessarono , quelli che si trovavano fuori città tornarono nel deserto di polvere e cenere e scavarono con le mani nel luogo dove poche ore prima c’era la loro casa. Ancora non sapevano che un abisso di tempo era già trascorso d quel mattino d’estate, intere ere geologiche si erano succedute, eruzioni cosmiche avevano sconvolto la terra e glaciazioni millenarie ne avevano cancellato il ricordo. Dal fondo di quel tempo abissale poterono così raccogliere solo minute tracce di un lontano passato – la fibbia di una cintura, un piccolo osso annerito, talvolta perfino un anello o il bento del pranzo che il figlio avrebbe dovuto consumare a scuola – e le riposero in un furoshiki, il fazzoletto di stoffa colorata nel quale si è soliti avvolgere il dono da offrire al proprio ospite.

Di alcuni degli antichi abitanti di quelle case non si poté ritrovare nient’altro che l’ombra proiettata sopra un muro.

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Autore: Paolo Miorandi (Rovereto)

Titolo: Lessico di Hiroshima

Anno: 2015

Casa editrice: Il Margine

N. Pagine: 90

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Monique Namie ha detto:

    Ricordo che nel 2015, nell’occasione del 70esimo anniversario di questa tragedia, ho assistito ad alcune manifestazioni e proiezioni a tema. Allora mi guardai anche il documentario di “Ulisse” e rimasi profondamente toccata dei racconti e dalle immagini. Prima o poi dovrò leggere anche questo libro. Grazie per avermelo fatto conoscere.

    Piace a 1 persona

    1. Serena Lavezzi ha detto:

      Carissima è un libricino davvero prezioso. Io lo rileggo spesso, merita davvero attenzione.

      Piace a 1 persona

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