L’uomo che voleva uccidermi di Yoshida Shuichi

Buongiorno cari lettori! Oggi vi parlerò di uno scrittore di crime molto famoso in patria, ma che da noi è emerso soltanto l’anno scorso con il romanzo L’uomo che voleva uccidermi, pubblicato da Yoshida Shuichi dieci anni fa in Giappone.

IMG_20180218_130420.jpgLa trama è interessante e lo svolgimento per nulla banale, il tutto avvolto da una solida struttura narrativa e uno stile di scrittura semplice e rapido. Si narra dell’omicidio della giovane venditrice porta a porta Ishibashi Yoshino. Inizialmente pare che la giovane, uscita a cena con delle amiche e colleghe, debba incontrare nella tarda serata il suo fidanzato Masuo. Hanno appuntamento nel parco di Fukuoka ed è proprio lì che Yoshino saluta le ragazze e si allontana. La mattina seguente, non trovandola al lavoro, le amiche si insospettiscono e iniziano a preoccuparsi, finché non vedono un servizio al telegiornale. Si parla del rinvenimento del cadavere di una donna, nei pressi del valico di Mitsuse, sulla statale 263 che unisce Fukuoka alla città di Saga.

 

 

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A questo punto della trama, l’autore ci fa fare un passo indietro e la vicenda ci viene ripresentata dal punto di vista di un giovane uomo che frequenta i siti d’appuntamenti: Shimizu Yuichi. Un ragazzo introverso che vive con i nonni e pare avere una sola passione, la sua macchina. Ama uscire la sera e guidare la sua automobile lungo la statale, godendosi la solitudine e la velocità. La storia sembra infittirsi quando scopriamo che Yuichi e Yoshino dovevano incontrarsi quella sera e che si erano conosciuti proprio su quel sito. Appare così una tragica vicenda completamente diversa da quella che avevamo dato per vera fino a poco prima, la stessa figura della protagonista viene stravolta.

Chi è davvero Yoshino? Con chi si è incontrata quella notte? Chi l’ha uccisa davvero? E Yuichi che ruolo ha nella storia? Perché poi finisce per accompagnarsi a una donna appena conosciuta e cercano di scappare insieme? Qual è il ruolo del giovane Masuo? E’ davvero il fidanzato di Yoshino? Perché dopo l’omicidio è andato a nascondersi in uno degli onsen di proprietà della famiglia, fuggendo dalla città? Da qui il resto del romanzo è tutto un susseguirsi di testimonianze, mezze verità, colpi di scena, scoperte inaspettate e nuovi personaggi. Ognuno ci racconta la sua versione dei fatti, interessante è notare come una stessa identica vicenda possa trasformarsi sotto luci contrastanti e punti di vista opposti. Il tutto rimarrà ingarbugliato fino alla fine, soltanto nelle ultime pagine scopriremo la verità: unica e sola sin dal principio.

 

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Avevo comprato il libro con grandi aspettative, finalmente una voce nuova nel panorama crime nipponico, una notizia da prima pagina per quanto mi riguarda. La lettura del romanzo ha in parte smorzato l’entusiasmo iniziale, la trama è ben congeniata e anche originale, ma la scrittura non mi ha coinvolta e convinta al cento per cento. Questione di gusti, ci mancherebbe, la lettura è anche questo e ognuno viene colpito a seconda della sua sensibilità e delle sue preferenze. Ho trovato che alcuni personaggi non fossero del tutto veritieri. Ho ragione, ho torto? Magari se qualcuno di voi l’ha già letto avrà voglia di condividere con me, e con voi lettori, le sue impressioni personali. Ne sarei felice. Leggere significa anche confrontarsi! E così vi auguro buona giornata e buona lettura!

 

“Satoko”

La moglie era sempre inginocchiata sul tatami, il braccio appoggiato a una mensola dell’altarino.

“Tu lo sapevi che Yoshino stava con quello studente?”

Fu come se, dal giorno del ritrovamento, avesse pronunciato per la prima volta il nome della figlia. Alla domanda di Yoshio, Satoko non rispose nulla, rimase lì, curva. Doveva aver ricominciato a piangere, perché fece muovere la mensola e tremare le candele.

“Yoshino non era il tipo di ragazza che dicono. Non era una che va con il primo che passa..”

Gli tremò la voce. Le lacrime gli rigavano il volto. Satoko, sempre curva, pianse più forte. A denti stretti, uguale identica a Yoshino quando era bambina.

“Non lo perdonerò mai. Non lo perdonerò mai quello lì. Possono dire quello che vogliono, ma io non lo perdonerò mai”.

Le parole gli si fermarono in gola.

 

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Autore: Yoshida Shuichi (Classe 1968, Nagasaki)

Titolo: L’uomo che voleva uccidermi

Anno: 2007

Casa editrice: Feltrinelli

Prima edizione italiana: 2017

N. Pagine: 333

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5 pensieri su “L’uomo che voleva uccidermi di Yoshida Shuichi

  1. Pingback: Sei Quattro di Hideo Yokoyama | Penne d'Oriente

  2. L’ho letto e mi è’ piaciuto tantissimo. Lo scrittore è’ davvero un artista, manipola la mente del lettore dalla prima all’ultima pagina. È’ lui che decide cosa dobbiamo pensare dei vari protagonisti e lo fa non in maniera scontata … Non ti dice lui è’ il buono lui è’ il cattivo… Ma lascia a intendere attraverso dei particolari, lascia che siano le loro azioni a parlare. È’ un romanzo corale, ogni persona ci fornisce un tassello. Ho anche ricevuto una lezione morale, mai giudicare non solo dalle apparenze ma anche dalle parole di una persona, serve il background per capire gli altri, e questo background lo creano anche gli altri. Non potremmo capire il comportamento dell’assassino senza il racconto della sua ex, dei suoi amici, non basta ciò che lui ci racconta di se. Ecco perché la ragazza non può capire. Per noi la maschera del colpevole cade ma per lei no. Né per la polizia, né per l’opinione pubblica .Per me questa è’ maestria. Vorrei leggere un altro libro dell’autore ma ho visto che in Italiano solo questo è stato tradotto e considerando lo scarso successo di pubblico italiano… Temo non ne’ avrò altri da leggere. Mi consigliate qualche altro libro del genere?

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