La Casa della Luce di Yoko Ogawa

Buon venerdì affezionati lettori, oggi torniamo da una nostra vecchia conoscenza: Yoko Ogawa, con la raccolta di racconti La Casa della Luce.

Tre storie, tre modi di interpretare l’adolescenza, la crescita, la ricerca della maturità e la paura della perdita. Tre scorci emozionali, profondi, duri, che non lasciano scampo a futili fantasie. I personaggi sono sì sognatori, ma destinati a rimanere radicati alla terra, alla materialità, alla tangibilità di oggetti e persone concrete, il cui affetto spesso non riesce a essere giustamente ricambiato. I racconti sono tutti narrati in prima persona, strategia di scrittura che coinvolge molto il lettore nelle vicende descritte. Vi troverete di fronte a un trittico di sensazioni dissonanti e stonate, è tipico della fantasia della Ogawa mettere in risalto le imperfezioni delle persone. In un puzzle che raffigura una nevicata, sicuramente questa scrittrice si concentrerebbe sull’unico spazio nero rimasto tra un fiocco e l’altro.

pregnancy-466129_960_720Il primo racconto è la storia di una gravidanza, vissuta dal punto di vista esterno ed estraniante della giovane sorella della partoriente. Vive con lei e il cognato in un piccolo appartamento, segue la trasformazione del corpo della sorella con sguardo distorto. Cinico, incompreso, curioso ma spaventato, addirittura morboso. La mutazione che avviene sotto i suoi occhi viene percepita come non normale, una stranezza sospetta. A questo si aggiungono i normali cambiamenti nel comportamento della futura madre. La giovane vive tutto questo come attraverso un muro trasparente, che pare attraversabile ma non lo sarà mai.

 

 

 

 

Nella seconda storia troviamo una donna che vive a Tokyo, impegna le sue giornate in un lavoro di patchwork nell’attesa che il marito, in Svezia per lavoro, le mandi il via libera per raggiungerlo. Un giorno la contatta suo cugino, che vuole trasferirsi in città per studiare e le chiede consiglio per un pensionato. Lei gli consiglia quello in cui aveva soggiornato a sua volta, quando era studentessa all’università, così il ragazzo si trasferisce. Qualche tempo dopo decide di andare a trovarlo al dormitorio, ma il cugino sembra scomparso nel nulla. Inizia così la sua piccola indagine personale tra superstizioni, leggende dell’edificio e ricordi d’infanzia. La verità rimarrà inafferrabile fino alla fine, la donna sembrerà muoversi come sott’acqua, in una bolla che ne limita i movimenti ma al tempo stesso amplifica le sensazioni.

Il terzo ed ultimo racconto, che da il titolo alla raccolta, ci propone la visione dell’adolescente Aya che vive in una specie di orfanotrofio, pur essendo l’unica figlia di genitori certi e presenti: sono proprio i suoi infatti a gestire quella casa d’accoglienza. Proprio perché i due adulti diventano madri e padri di tutti gli altri bambini e ragazzi, lei si sente quella meno amata del gruppo e si allontana da loro. I suoi comportamenti rispecchiano il malessere interiore che prova, ma che non vuole esporre a sguardi alieni. C’è solo una persona con cui desidera passare le sue giornate tutte uguali, Jun, un ragazzo della Casa della Luce. Abile nuotatore, l’unico piacere di Aya è quello di guardarlo mentre si esercita in piscina dopo la scuola, prima dell’inevitabile rientro alla Casa. Questo è sicuramente il racconto più forte e che maggior mente mette in mostra i disagi adolescenziali, la perdita di punti di riferimento, la volontà di cambiare ma la mancanza del coraggio necessario.

Scrittura tipica di Yoko Ogawa, ritroviamo il suo stile unico in ogni frase della raccolta. Lo sguardo dei giovani che ci narrano queste vicende pare sottolineare al meglio la capacità dell’autrice di metterci di fronte ai difetti, alle manie, alle brutture delle persone comuni. E’ un breve viaggio in un universo tanto reale da sembrarci una favola. Anche nelle scene più semplici e banali, come la preparazione di un piatto in cucina, alla fine arriva la nota storta, il brivido lungo la schiena, la macchia nera sullo sfondo immacolato. Per questo è la mia scrittrice preferita, mi sorprende ogni volta e mi atterrisce con le sue parole. Buona lettura anche a voi.

IMG_20180205_210629.jpg

In prima pagina c’era una foto di pompelmi americani con diversi titoli: “Cibi d’importazione pericolosi!”, ” Pompelmi trattati con tre tipi di veleni tossici prima della spedizione”, “Potente azione cancerogena del conservante PWH. Distrugge anche i cromosomi umani!”. 

Ora quella pagina fluttuava in modo indistinto nella mia testa. Le bucce e la polpa si erano amalgamate in un composto umido, formando qua e là grumi gelatinosi, quando mia sorella e mio cognato sono tornati. Mia sorella è venuta dritta in cucina. “Cos’è questo profumo fantastico?” ha chiesto sbirciando dentro la pentola, che avevo appena tolto dal fuoco. “Marmellata di pompelmi! E’ insolita!”. […] Con decisione si è infilata il cucchiaio in bocca. Aveva ancora addosso il vestito premaman nuovo, gli orecchini e la borsetta nella mano sinistra. Mio cognato se ne stava in piedi, un po’ discosto da noi. Mia sorella ha continuato a mangiare marmellata di pompelmo senza sosta. La sua pancia prominente  le dava un’aria altezzosa e imponente. I grumi di polpa morbidi, quasi sul punto di disfarsi, scivolavano nella sua gola.

Chissà se il PWH distruggerà anche i cromosomi del suo feto…ho pensato, mentre guardavo la marmellata che tremolava leggermente sul fondo della pentola, come spaventata.

Compralo qui!

Autrice: Yoko Ogawa (Classe 1962, Okayama)

Titolo: La casa della luce

Anno: 1990/1991

Casa editrice: Il Saggiatore

Prima edizione italiana: 2011

N. Pagine: 153

Annunci

6 pensieri su “La Casa della Luce di Yoko Ogawa

  1. Il primo racconto (“Diario di una gravidanza”, vero?) l’ho letto nella raccolta “Rose del Giappone” e penso di essere ancora traumatizzata da quella cavolo di marmellata di pompelmi! Ci ho percepito una violenza repressa che mi fa ancora rabbrividire…

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: Una perfetta stanza di ospedale di Yoko Ogawa | Penne d'Oriente

  3. Pingback: Profumo di ghiaccio di Yoko Ogawa | Penne d'Oriente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...