Radio imagination di Seiko Ito

Buongiorno lettori, oggi voglio parlarvi di un romanzo giapponese molto recente. Una storia illusionistica, fantasiosa, piena di nostalgia e di sogni…vi presento Radio Imagination di Seiko Ito.

Questo romanzo si allinea in quella categoria di storie giapponesi che io definisco post tsunami, che riguardano in qualche modo la tragedia del marzo 2011. Sono storie che cercano di razionalizzare la grande catastrofe che ha colpito il Giappone, prima il terremoto, seguito dallo tsunami e poi l’esplosione alla centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi. Storie che affrontano temi cari ai superstiti, ai morti, argomenti come la ricostruzione, la sopravvivenza, il significato dell’esistenza, i rapporti umani in circostanze straordinarie. Un esempio ne è questo libro che ho già recensito per voi.

IMG_20180130_131713.jpgRadio Imagination è un romanzo veramente atipico e particolare. Tutto inizia per noi lettori con qualcuno che, in prima persona, ci parla e ci racconta un’infinità di aneddoti e notizie. Questo protagonista si soprannomina DJ Ark, convinto di gestire una sorta di stazione radiofonica sui generis. Infatti l’uomo si trova intrappolato, e ne è consapevole seppur non riesca a spiegarsene i motivi, su una cryptomeria. Si tratta di un albero giapponese della famiglia dei cipressi, alto fusto e sempreverde.

 

 

 

 

 

DJ Ark sembra parlare da solo, rivolgendosi al vuoto cosmico che lo circonda, al freddo che contraddistingue quel luogo avulso ed estraneo in cui si é risvegliato. Manda canzoni e racconta la sua vita per combattere la solitudine e la paura. Finché a un certo punto qualcuno non inizia a interagire con lui, Radio Imagination comincia a ricevere “telefonate” e interventi da ascoltatori affezionati. Conosciamo poco della sua vita, sappiamo che ha una moglie di cui è molto innamorato e un figlio che studia in America, che era un manager nel campo musicale, ma perché si trovi lì proprio non è dato a sapersi. Neanche lui riuscirà, per molto tempo, a spiegarselo. Un giorno, però, gli arriverà una telefonata curiosa e disarmante che lo metterà di fronte a una verità tanto semplice quanto lampante.

 

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Una porzione del rotolo di carta dipinto, opera di Jave Yoshimoto, raffigurante il terremoto e lo tsunami che ha colpito il Giappone nel 2011.

 

Questo libro è unico nel suo genere, ammetto che non è uno dei miei preferiti in assoluto, benché l’argomento invece mi attiri moltissimo. Credo sia dovuto alla logorrea infinita di DJ Ark, cosa che lui stesso ammette dopotutto. La composizione di un romanzo così non è facile, gestire un flusso continuo di pensieri e parole da parte di un quasi unico e onnipresente protagonista richiede una buona dose di capacità e sapienza. Di queste l’autore non è privo, ma a volte questo infinito monologo tende a stancare un po’. Non voglio svelarvi il finale del libro, che comunque è dichiarato nella quarta di copertina e anche intuibile nel corso della lettura. Consiglio questo romanzo a chi vuole capire la psicologia giapponese, il modo in cui concepiscono e affrontano determinati eventi e situazioni.

Ogni lettura mi lascia qualcosa, magari un dolce ricordo, uno spunto curioso, un aneddoto storico, un personaggio incredibile, uno scorcio di una cultura lontana. Per questo vi auguro una buona lettura, sempre.

“Come siamo arrivati fino a oggi? Non siamo forse andati avanti mano nella mano con i nostri morti? E’ stato così dopo i bombardamenti di Tokyo di cui parlava Kimura Chuta, dopo l’olocausto atomico di Hiroshima al quale faceva riferimento Gamé, dopo Nagasaki, e dopo altre decine e decine di grandi tragedie. Eppure, da un po’ di tempo a questa parte, questo paese non riesce più ad abbracciare i suoi morti. Perché?”

“Già, perché?”

“Perché non riusciamo più a sentire la loro voce”

“Eh?”

“I defunti non sono presenti fisicamente in questo mondo, è facile dimenticarli e pensare a vivere solo la propria vita. Ormai si tende a credere che non valga la pena dedicarsi più tanto a loro, perché si teme possano rubare tempo prezioso ai vivi. Ma è questa la strada giusta? Non sarebbe meglio consacrare qualche minuto della nostra vita al tentativo di ascoltare la loro voce, provando inevitabilmente tristezza e dolore, e al contempo guardare avanti un po’ alla volta, senza correre? insieme a loro, insieme ai nostri morti”

 

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Autore: Ito Seiko (Classe 1961, Katsushita)

Titolo: Radio Imagination

Anno: 2013

Casa editrice: Neri Pozza editore

Prima edizione italiana: 2015

N. Pagine: 202

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