Buon martedì cari lettori, oggi vi porto a conoscere un romanzo proveniente dalla Cina, Legno sacro di Liu Qingbang. Proviamo ad addentrarci in un mondo a parte, quello delle miniere di carbone. Scoprirete una storia avvincente e coinvolgente.

Quello che vado a presentarvi è un libro tragico, a maggior ragione perché credo in parte liberamente ispirato a fatti reali. L’atmosfera assai suggestiva delle miniere di carbone è parte integrante del romanzo. Ci viene mostrata una realtà durissima, dove la vita è solo un miscuglio di immensa fatica fisica e soddisfazioni di poco conto. La ricerca infinita di un benessere immeritato. Unica fiammella in questo mondo nero di minatori è rappresentato dalla figura di Yuan Fengming, un ragazzino le cui speranze per il futuro sono ancora splendenti e fulgide.

Invece i due protagonisti, i cui veri nomi sono Zhao Shanghe e Li Ximin, sembrano camminare su un percorso già segnato, immutato ed immutabile. Non c’è scampo a quegli eventi terribili che li vedono protagonisti, é un cerchio chiuso che ruota su se stesso. I due infatti si sono creati un business redditizio e contro natura: abbordano uomini provenienti dalle campagne in cerca di un lavoro, si conquistano la loro fiducia e li portano in una miniera sulle montagne.  carbon-476087_960_720Qui presentano lo sventurato come loro parente e dopo qualche giorno lo uccidono, mascherando il crimine come un incidente sul lavoro. A questo punto inizia una sorta di balletto disumano per contrattare il giusto risarcimento con il capo della miniera, che solitamente paga per non avere grane con le autorità del Partito. Siamo di fronte a esistenze predeterminate, inconfutabili.

 

O forse no, rimane ancora una possibilità di cambiamento, di miglioramento? E’ una speranza che viene rincorsa per tutto il romanzo. Altri temi importanti sono la responsabilità per le azioni che si compiono, la coscienza, il senso di colpa. È anche per questo, e non solo per motivi di sicurezza, che i due uomini cambiano ogni volta nome e cognome. Quasi che la loro parte buona rimanga estranea ai feroci accadimenti che essi stessi causano, prova fondamentale ne è il ritorno di  Zhao Shanghe dalla sua famiglia per le festività del Capodanno. Solo lì viene permesso al suo vero io, alla parte forse ancora intonsa della sua coscienza, di sopravvivere, dimentico dalle malefatte. Questo giochino, però, è destinato a terminare e i conti a essere saldati.

Un bel paragrafo del libro è quello in cui un vecchio minatore spiega al giovane ragazzino cos’è il legno sacro. Leggenda vuole che nel passato gli uomini non sapessero bruciare il carbone, un giorno però si verificò una grande inondazione. Alcuni pezzi di legno emersero dal fondo del fiume, ma gli uomini non riuscirono a riconoscerli, scambiandoli per un materiale a metà strada tra la pietra e il legno, così non seppero cosa farsene e li abbandonarono nei cortili delle case. Finché, in un giorno di sole splendente, quei carboni non iniziarono a fumare. Allora gli uomini cominciarono a usarli nei bracieri per cuocere e scaldare l’ambiente. Il primo tizzone infiammato, per quelle persone, rappresentò la manifestazione di un spirito benigno proveniente da un vecchio albero. Fu così che il carbone venne chiamato per secoli legno sacro.

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Il linguaggio crudo e disincantato di Li Qingbang stupisce e prende un po’ alla sprovvista, ma ci si abitua subito e questo grazie alla sua capacità di narratore. Ho letto questo romanzo in mezza giornata, proprio per la sua bravura. Mi sono sentita subito catapultata in quest’altro mondo diversissimo dal mio, non riuscivo a smettere di leggere le tristi vicende dei due protagonisti. Si è creata una sorta di sottile magia, una connessione, Qingbang è riuscito a spingermi dentro il suo libro senza alcuna difficoltà. I personaggi sono delineati con pennellate marcate, fitte e con contorni precisi. Ci sembra di conoscerli chiaramente, ma è davvero così? La storia in conclusione prenderà una piega, forse non del tutto inaspettata, ma infine confortante.

 

Secondo Zio, vedendo che il ragazzo non parla, gli dice con un tono più severo: “Ti avverto, il fondo del pozzo è un posto davvero micidiale, qui la morte di qualcuno non conta niente. Se altrove la pelle dell’uomo è bella dura, appena arriva qua sotto diventa il guscio fragile di un uovo che rotola tra le fenditure della roccia: appena metti un piede in fallo si crepa, e la frittata è fatta!”.

Mentre Wang Mingjun impartisce questa lezione a Wang Feng, Zhang Dunhou sta in piedi dietro al ragazzo.

 

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Autore: Liu Qingbang (Classe 1951, Shenqiu)

Titolo: Legno sacro

Anno: 2000

Casa editrice: ObarraO edizioni

Prima edizione italiana: 2012

N. Pagine: 129